La Costa dell’utopia
Alla scoperta della contea californiana di Mendocino, dalla bellezza aspra e romanticaPer molti versi, l’arte di viaggiare si riduce a una scelta di tempi: il periodo giusto dell’anno, i giorni migliori della settimana per evitare inconvenienti e ritardi sui voli e, soprattutto, il momento giusto nel ciclo di vita di una destinazione, tra quando è ancora sconosciuta e quando diventa inflazionata. Secondo questa logica, non c’è momento migliore di questo per visitare la costa californiana di Mendocino, un tratto di terra aspro, romantico e dalla bellezza mozzafiato a circa 240 chilometri a nord della costa di San Francisco.
La regione fu originariamente popolata dai tagliaboschi, che arrivarono a metà del 1800 per lavorare nelle vaste foreste di sequoie secolari che sostennero il boom edilizio dello stato. Un secolo dopo sono arrivati gli artisti, attratti dalle bellezze naturali e dal suggestivo isolamento di Mendocino, mentre un paio di decenni più tardi l'area è diventata una popolare meta hippie (la zona ha ospitato decine di comunità di figli dei fiori, tra cui la Albion Nation, una delle più grandi al mondo). Ognuna di queste ondate ha lasciato il segno nella regione, e il mix di spirito pionieristico, sensibilità artistica e attitudine controculturale che caratterizza l'area costituisce una parte importante del suo fascino (insieme ai suoi panorami mozzafiato, naturalmente). Di seguito, i nostri suggerimenti su dove mangiare, bere, e soggiornare lungo il tratto di costa più sottovalutato della California – almeno per il momento.GIORNO 1
Come molte delle destinazioni dal fascino funky bohémien, Mendocino richiede un piccolo sforzo per raggiungerla. Se venite da est, prendete un volo per San Francisco, noleggiate un'auto e guidate verso nord per circa tre ore e mezza. Lungo la strada incontrerete le cantine di Sonoma, ma il mio consiglio è di rimandarne la visita al viaggio di ritorno. Innanzitutto perché, più avanti, troverete i vigneti della Anderson Valley (ne parleremo tra un po'), i cui vini sono assolutamente di prima scelta. In secondo luogo, avrete bisogno di tutta la vostra lucidità per affrontare la CA-128, il tortuoso tratto di circa 108 chilometri di tornanti a serpentina e panorami ineguagliabili che si snoda attraverso le verdeggianti campagne ondulate e le bellissime foreste scure di sequoie tra la 101 e la costa. Si tratta di uno dei tratti stradali più spettacolari del paese, e fa da cuscinetto con il mondo reale. Come dice l’albergatore locale Guy Pacurar, riferendosi alle città più popolate a sud di San Francisco, la 128 “ci preserva dal trasformarci in una nuova Carmel”.
Poco prima di raggiungere la città, noterete le indicazioni per l’hotel di Pacurar, il Brewery Gulch Inn. Fermatevi, effettuate il check-in e lasciate i bagagli nella vostra camera affacciata sul Pacifico. Prendete una birra o un vino locale e mangiate un boccone all’happy hour della sera, oppure, come ho fatto io, montate di nuovo in auto e guidate per circa un chilometro e mezzo fino allo storico Little River Inn, dove le ostriche sono fresche, i martini sapientemente miscelati e la finestra dietro il bar offre la cornice ideale per osservare il sole che tramonta sul Pacifico. C’è una sala da pranzo completa, ma la scelta da intenditori è quella di prendere un posto al bar. Ordinate la spettacolare clam chowder (la zuppa di vongole) e il salmone in crosta di pinoli con coulis di basilico. Oppure, se volete osare, una bistecca Diane. Anche se non avrete spazio per il dessert, non potrete fare a meno di ordinare il tipico cobbler di more olallie. E se non avete mai assaggiato le more olallie (o, come me, non ne avete mai neppure sentito parlare), immaginate i migliori mirtilli che abbiate mai gustato mescolati alle more più succulente che la natura abbia mai offerto, e sarete a metà strada.
GIORNO 2
Se siete tipi sportivi, salite in macchina e guidate per circa un chilometro e mezzo a nord fino alla Big River Trail, una vecchia strada forestale che si estende per circa tredici chilometri lungo il fiume fino al Mendocino Headlands State Park. Fare jogging in questo luogo è spettacolare, e stimolerà il vostro appetito prima di una magnifica colazione al Brewery Gulch preparata dallo chef Peg Davis. Qui è praticamente tutto squisito, ma andrete sul sicuro ordinando un sandwich Baat, realizzato con una fetta grigliata di brioche Costeaux ricoperta con pancetta millionaire fatta in casa, pomodori heirloom, avocado e rucola condita con un'emulsione di basilico della casa. Abbinatelo ad un lassi al calamondino e al mango (in pratica, il miglior frullato che abbiate mai assaggiato, a base di mango e calamondino, yogurt, cardamomo e succo di lime appena spremuto), e il vostro proposito di non scattare più foto al cibo comincerà a vacillare. Prendete una tazza di Thanksgiving Coffee, tostato in loco e socialmente consapevole (tagline: “Not just a cup, but a just cup”, ovvero “Non una semplice tazza, ma una tazza giusta”) e ripartite lungo la Shoreline Highway alla volta dei vigneti dell'Anderson Valley, lungo la Route 128.
POMERIGGIO
La terra del vino nella contea di Mendocino, come amano dire i residenti, è come Napa prima che diventasse Napa. “È così che Napa appariva 30 anni fa”, dice Jeff Hansen, che ha trascorso 25 anni a produrre vino nella regione più famosa della California prima di fondare Lula Cellars nel 2010. Per geografia e clima l'area ricorda la regione francese della Borgogna e, di conseguenza, si è specializzata nella produzione del Pinot Nero e di vini freschi e minerali. Le sale di degustazione tendono a essere più modeste, le tariffe sono minime (e spesso non vengono neppure richieste se menzionate di essere ospiti presso il Brewery Gulch Inn), e non è raro che la persona che vi accompagna nel percorso abbia lo stesso cognome che si trova sull’etichetta della bottiglia. Iniziate con una visita ai vigneti Husch, l'azienda vinicola più antica della valle, che produce alcuni tra i migliori Pinot, nonché un classico e leggero Sauvignon Blanc della California e – il mio preferito – l'Heritage Red, una ricca e complessa miscela di Zinfandel, Petite Sirah e Carignane ottenuta da un singolo vigneto. Successivamente, non tralasciate di degustare i pregiati Pinot di Hansen a Lula, senza dimenticare i Pinot di Goldeneye, azienda fondata nel 1996 da Dan e Margaret Duckhorn, che si sono fatti un nome producendo vini in stile Bordeaux a Napa. Da non perdere anche i vini dell'azienda Baxter, gestita da padre e figlio, oltre ai Pinot e ai deliziosi bianchi dei vigneti Toulouse che, in aggiunta ai vini di produzione propria, forniscono uve a numerose cantine importanti di Napa. Ci sono molti altri vigneti che vale la pena visitare, inclusi Roederer e Navarro.
GIORNO 3
Prima di ripartire, assaporate un’altra delle colazioni a prova di hashtag del Brewery Gulch Inn, prendete un Thanksgiving Coffee e dirigetevi a nord lungo la Shoreline Highway. A circa quattordici chilometri si trovano i Mendocino Coast Botanical Gardens. Come molte altre cose nei dintorni, i 19 ettari di terreno di questi giardini sono una placida distesa di "perfetta imperfezione", attraversata da chilometri di sentieri che serpeggiano attraverso esplosioni di vegetazione magnificamente curate, per proseguire verso distese di prati che corrono fino alle scogliere che si infrangono sul Pacifico. Prendete un libro, sedetevi su una panchina e rilassatevi almeno per un po’. Quando siete carichi, dirigetevi a nord sulla U.S. 1, verso Fort Bragg. A seconda di quanto la vostra colazione è stata abbondante, prendete un caffè e uno spuntino all’Headlands Coffeehouse oppure una chowder alla North Coast Brewing Company. Proseguendo verso nord, fate una sosta al MacKerricher State Park lungo la costa: qui potrete trovare ogni tipo di paesaggio, dalle spiagge alle scogliere fino alle dune, alle foreste e alle zone umide, per diversi chilometri di costa. Il luogo si presta inoltre all’avvistamento delle balene in inverno e in primavera e, se il periodo non è quello giusto, potrete comunque osservare i giganteschi scheletri di balena in esposizione vicino all’ingresso.
Da qui, a non più di tre chilometri, troverete l’Inn at Newport Ranch. Ad appena un anno dall’apertura, questa struttura ha già ottenuto innumerevoli riconoscimenti (come miglior nuovo hotel da Condé Nast Traveler e come migliore location per matrimoni da Brides, per citarne un paio), ed è facile intuirne i motivi, dalla location paesaggistica, all’architettura, fino all’ospitalità semplice e attenta.
Come Pacurar del Brewery Gulch Inn, anche il proprietario del Newport Ranch, Will Jackson, si è convertito tardi alla vita da albergatore. Jackson, un giovane 86enne, ha impiegato più di un decennio a progettare la struttura, avvalendosi della collaborazione del famoso architetto del Vermont David Sellers e del suo team di interior design per realizzare tutto alla perfezione, fino all’ultimo dettaglio. E ovunque si guardi, vi sono dettagli interessanti, dalle assi del pavimento personalizzate in legno di recupero agli indicatori di ispirazione nautica sulle pareti, fino al murale in piastrelle di ispirazione costiera che campeggia in cucina.
Ma la vera protagonista di questa proprietà è la proprietà stessa. “È il miglior panorama che abbia mai visto”, afferma Jackson, che è, a buon diritto, di parte. Ha acquistato il terreno nel 1986, dopo aver visto un annuncio sul Wall Street Journal. Tra una miriade di annunci per fatiscenti château francesi o ranch nell’entroterra australiano, Jackson ne notò uno “piccolo come un'unghia” per un appezzamento di terra da 340 ettari a nord di Mendocino che vantava oltre un chilometro e mezzo di spiaggia. Non era mai stato a Mendocino ma, avendo fatto fortuna nel mondo della finanza, sapeva riconoscere a prima vista un buon investimento. “Il prezzo era paragonabile al costo di mezzo ettaro sulla costa del Riverside”, ricorda ridendo, riferendosi alla zona di Greenwich, nel Connecticut, dove aveva messo su famiglia.
Dopo aver acquistato la proprietà, Jackson ricorda di aver detto alla moglie: “Dobbiamo fare qualcosa di buono come la terra, qualcosa che la terra meriti, che non sia soltanto un altro posto”. Trent’anni dopo, Jackson e sua moglie Marty, oggi defunta, hanno creato un rifugio che vale più della terra. Forse l’aspetto più sorprendente del complesso è la sua dimensione modesta rispetto alla vastità del paesaggio. La struttura è come accovacciata al suolo e si fonde con l'ambiente circostante, senza dominarlo. Ogni camera è un luogo intimo, ricco di dettagli interessanti e cimeli rustici, risultato di oltre 25 anni di collezionismo: un pomello della porta in osso di animale, una riproduzione a mano dell'impianto per il trasporto del legname di Newport, o un lampadario realizzato con attrezzi agricoli d'epoca rinvenuti nella proprietà.
Le camere – appena dieci – hanno nomi come Captain’s Quarters e The Ranch, e non sono particolarmente grandi. Del resto, non si va all’Inn at Newport Ranch per restare chiusi in camera. Non quando vi sono simili panorami – che possono essere goduti grazie a una serie di punti di osservazione che Jackson ha installato lungo la costa – e migliaia di ettari di sequoie su per la collina dietro la struttura principale (nel corso degli anni Jackson e la moglie hanno espanso la proprietà, che ora conta circa 800 ettari, oltre a 150 capi di bestiame).
Una volta arrivati, unitevi a uno dei tour ATV quotidiani (che si spera abbiate prenotato in anticipo) lungo le vecchie strade forestali che serpeggiano attraverso la foresta di sequoie. Se le condizioni atmosferiche lo consentono, al tour seguirà un cocktail frugale intorno al fuoco in cima a una scogliera affacciata sul Pacifico. Sentitevi liberi di chiacchierare con gli altri ospiti, oppure fate quattro passi, drink alla mano, per osservare le onde che si infrangono contro le rocce da una delle panche installate da Jackson (ma attenzione: queste scogliere non sono il luogo migliore dove portare i bambini). Nel programma è inclusa una cena in comune, ed è disponibile una vasca d’acqua calda all'aperto per gli amanti del bagno serale. La mattina successiva, potrete approfittare di una spa full-service pronta all’uso per sciogliere eventuali tensioni muscolari. Che abbiate scelto di ripartire subito o che rimaniate un altro giorno o due, l’Inn at Newport Ranch è quel genere di posto dove sapete già che ritornerete.
Dopo anni di pianificazione e costruzione, Jackson è soddisfatto di ciò che ha creato. “Alla fine è venuto fuori un posto diverso e molto più bello di quanto immaginassi”, afferma. “Io stesso continuo a sorprendermi ogni volta che faccio una passeggiata”.
IL RITORNO
Se il viaggio di ritorno prevede un volo, aggiungete una notte a San Francisco al vostro itinerario. Se optate per una deviazione verso le terre vinicole di Sonoma, fate un salto nell'omonima cittadina per un pranzo alla Basque Boulangerie, un incantevole caffè-panetteria in stile francese appena fuori dalla piazza principale. Provate un croque monsieur o un'insalata niçoise.
- Fotografia di Dave Mathews; per gentile concessione dell’Inn at Newport Ranch
- Fotografia di Tyler Thoreson
- Per gentile concessione del Brewery Gulch Inn
- Per gentile concessione dei Mendocino Coast Botanical Gardens
- Fotografie di Dave Mathews e Brendan McGuigan; per gentile concessione dell’Inn at Newport Ranch
- Per gentile concessione del Clift Hotel



