Il mondo di Ralph Lauren, autentico e senza tempo

Fantasie al potere

Tessuto per la prima volta in una remota isola scozzese secoli fa, il motivo Fair Isle rimane una fonte di ispirazione unica per Ralph Lauren

Accogliente e ricco di storia, classico e giocoso, il vivace motivo Fair Isle ricompare puntuale ogni autunno, rendendo più intriganti i look della stagione fredda. Associata alla famiglia reale, ai cieli tempestosi della Scozia e, naturalmente, alla tradizione Ralph Lauren, questa affascinante lavorazione esprime da decenni il suo spirito impertinente e versatile lasciando la sua impronta un po’ ovunque, dalle roccaforti dello stile british al red carpet del Sundance Film Festival. 

Questo motivo a maglia prende il nome dall’isola di Fair, un remoto territorio di neppure otto chilometri quadrati appartenente alle isole Shetland scozzesi. L’isola di Fair, parte di un’importante rotta marittima tra l’Europa e gli Stati Uniti, ha una tradizione tessile che risale al XVII secolo. Mentre gli uomini erano in mare, le donne locali innovavano le tecniche di lavorazione a maglia per i capi che i loro mariti e padri indossavano durante la pesca. Il caratteristico motivo che porta il nome dell’isola era composto da strati orizzontali di disegni colorati che includevano croci, rombi, stelle e forme geometriche. Venivano utilizzati due colori per riga, di solito scelti tra rosso, blu, arancione, marrone e viola.  

La maglieria entrò a far parte dell’economia del baratto con le navi di passaggio, che trasportarono i maglioni e il loro motivo caratteristico in nuovi paesi per tutto l’inizio del XX secolo. La popolarità di questo modello si consolidò nel 1921 quando Edoardo VIII, allora Principe di Galles, ne indossò uno per un ritratto con il suo cane. Da allora questa fantasia transgenerazionale è stata indossata da membri della famiglia reale e da icone culturali: la sfoggiò la diciannovenne principessa Diana – allora Diana Spencer – appoggiata a una staccionata di campagna con un luminoso maglione con scollo a V, abbinato a un paio di pantaloni in velluto a coste marrone e stivali da cacciatore verdi, ma anche la regina Elisabetta II al castello di Balmoral e Paul McCartney, che indossò un gilet Fair Isle nel 1967 mentre i Beatles giravano il film musicale per la televisione Magical Mystery Tour. 

Negli Stati Uniti, Ralph Lauren è stato uno dei primi a entusiasmarsi per questo disegno, inserendolo nelle sue collezioni in forme più rilassate e inattese. Nella sua ricerca volta a reinventare i classici dell’abbigliamento tradizionale, lo stilista ha cercato di proporre questo stile in modo nuovo. Nel 1992, in un’intervista al New York Magazine, Ralph si espresse così a proposito dei capi cui aveva donato nuova vita: “Era qualcosa di familiare, parte della nostra cultura, ma non era possibile acquistarlo. Una giacca da equitazione in tweed? Non si trovava più da nessuna parte. Le maglie Fair Isle? Ho dovuto cercare gli artigiani maglieristi in Inghilterra”.

Parte del fascino di questo look – un tipo di estetica oggi presente nello streetwear più appariscente, nell’abbigliamento natalizio e negli outfit dei visitatori che affollano Deer Valley, St. Moritz e Aspen – risiede nelle sorprendenti possibilità di abbinamento. Il Fair Isle risalta sui bianchi neutri e sul denim, ma è perfetto anche su una camicia Oxford o su un dolcevita dai colori vivaci, o in abbinamento con texture audaci come pelle di vitello, velluto a coste e tweed, o con altri motivi vivaci ed elaborati.

Come stilista, Ralph Lauren ha intuito la potenzialità di questo classico capo scozzese e della scelta di riproporlo in forme e versioni contemporanee. Nel 1994 la rivista Style ha commentato: “Il semplice fatto di aver abbattuto le barriere combinando stampe etniche con dolcevita in cashmere, denim con Fair Isle e stivali da cowboy con mocassini in coccodrillo dimostra che Lauren ha evitato lo snobismo e la pseudo sofisticatezza che spesso accompagnano il mondo dell’alta moda”. In effetti, per la sua gloriosa storia e il suo peculiare fascino, il Fair Isle è forse da considerare una sorta di neutro, pronto a trasformare qualsiasi look in un’accattivante dichiarazione di stile in una molteplicità di contesti e occasioni.  

Molly Creeden è una giornalista residente a Los Angeles. I suoi articoli sono stati pubblicati su Vogue, The Wall Street Journal e The New York Times.
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