Il mondo di Ralph Lauren, autentico e senza tempo

I Titoli Delle Feste

Le selezioni culturali non sono la nostra specialità, per questo abbiamo deciso di crearne una che guardasse alla produzione creativa contemporanea nell’ambito dell’intrattenimento – film, libri, serie, musica – con un taglio decisamente Polo

Oltre a dover mangiare la torta alla frutta della zia e districare chilometri di luci natalizie, le festività portano con sé altre piacevoli incombenze: scegliere (e poi preparare) i regali; sperare (pregare!) che ci sia un negozio ancora aperto quando inevitabilmente scoprirete di aver dimenticato (ancora una volta) di comprare la salsa ai mirtilli; mordervi la lingua con un sorriso a cena.

Da qualche anno, a questa lista si è aggiunto un nuovo compito particolarmente gravoso: setacciare i giganteschi pagliai altrimenti noti come Netflix, Amazon Prime, Apple TV+ e simili, alla ricerca di intrattenimento, qualcosa che offra quel particolare tipo di soddisfazione per cui, terminata la visione, si vorrebbe subito ricominciare a guardare qualcos’altro. È una richiesta troppo grande per questo periodo dell’anno?

Niente paura, esausti cercatori di allegria e buonumore. Di seguito troverete una raccolta di suggerimenti messi insieme dalla nostra redazione (no algoritmi) secondo i criteri di gusto che vi aspettereste di trovare nelle pagine pixelate della Polo Gazette. Abbiamo passato in rassegna innumerevoli schermate di app e tutte le migliori fonti di informazione, compresi giornali e riviste, per creare una lista di film, spettacoli, serie e libri che riteniamo potrebbero farvi buona compagnia negli ultimi giorni e nelle ultime ore del 2023.

Unitevi a questa festa per gli occhi, i cuori e le menti, con i nostri migliori auguri. Confidiamo, in questo modo, di risparmiarvi almeno una faccenda da sbrigare prima che inizi a nevicare. – John Ortved

Non esattamente una fiaba natalizia…

Se avete intenzione di sfidare il freddo (e il prezzo sempre più esorbitante dei biglietti del cinema), e a condizione che i ragazzi siano almeno adolescenti, quest’anno voi e la vostra famiglia difficilmente potreste trovare una scelta migliore di The Holdovers - Lezioni di vita. Diretto da Alexander Payne, regista premio Oscar (la cui familiarità con l’età dell’adolescenza e le relative disfunzioni è stata magistralmente illustrata in Election e Paradiso amaro), il film racconta la storia di un giovane sfortunato ma non troppo, Angus Tully, abbandonato dai suoi genitori nel collegio scolastico di cui è ospite nel New England durante le vacanze di Natale e affidato a un burbero insegnante interpretato da Paul Giamatti. Con la guerra del Vietnam sullo sfondo, e abbondanza di tessuti in velluto a coste, la pellicola è una commedia drammatica di formazione, sostenuta da eccellenti interpreti, che propone una visione molto originale dei concetti di famiglia e amicizia e di ciò che le feste, a volte, possono diventare.

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Se le tradizionali storie natalizie non stuzzicano particolarmente il vostro appetito, siete in buona compagnia. Potete spassarvela guardando (o probabilmente riguardando) Bill Murray all’apice della sua carriera nei panni di un egocentrico dirigente televisivo che riceve la visita di tre spettri in S.O.S. fantasmi; fare un viaggio nelle relazioni amorose intercontinentali con L’amore non va in vacanza, una tenera commedia romantica (nel cast ci sono Cameron Diaz, Jack Black, Kate Winslet e Jude Law); riunire la famiglia attorno alla rivisitazione che Greta Gerwig, regista del momento, ha fatto del classico di Louisa May Alcott Piccole donne, nel cui cast figurano Timothée Chalamet, Saoirse Ronan ed Emma Watson.

(Dall’alto) Paul Giamatti collabora di nuovo con il regista Alexandar Payne in <em>The Holdovers - Lezioni di vita</em>; Bill Murray nella classica commedia natalizia<em>S.O.S. fantasmi</em>; il cast stellare di <em>Piccole donne</em><br/><span class="caption-sub">Dall’alto, fotografie per gentile concessione di Focus Features, Everett Collection e Columbia Pictures</span>
(Dall’alto) Paul Giamatti collabora di nuovo con il regista Alexandar Payne in The Holdovers - Lezioni di vita; Bill Murray nella classica commedia nataliziaS.O.S. fantasmi; il cast stellare di Piccole donne
Dall’alto, fotografie per gentile concessione di Focus Features, Everett Collection e Columbia Pictures
(Dall’alto) Adam Driver nel ruolo di Enzo Ferrari e Gianni Agnelli nei panni di se stesso<br/><span class="caption-sub">Dall’alto, fotografie gentilmente concesse da Neon e Max</span>
(Dall’alto) Adam Driver nel ruolo di Enzo Ferrari e Gianni Agnelli nei panni di se stesso
Dall’alto, fotografie gentilmente concesse da Neon e Max

Velocità e bellezza

Adam Driver (un nome decisamente appropriato) dà vita a un’interpretazione carismatica e solenne di Enzo Ferrari nel film Ferrari di Michael Mann, che racconta la passione profusa dal fondatore della leggendaria casa automobilistica per vincere la Mille Miglia con l’obiettivo di salvare l’azienda sull’orlo della bancarotta. Intanto, dall’altra parte dell’Atlantico, Keanu Reeves racconta Brawn: The Impossible Formula 1 Story, una miniserie che ripercorre il successo di Ross Brawn che, alla guida di un team indipendente, con poco personale e scarsa forza economica, grazie a un mix di innovazione, grinta e cuore si aggiudica il Campionato del Mondo del 2009.

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Altri suggerimenti? Date un’occhiata alla biografia del re italiano delle auto, dello stile e della cultura nel documentario della HBO Agnelli. Oppure scoprite di più sulla storia della Ferrari con il racconto di un duello epico che vede la scuderia italiana contrapposta all’americana Ford in Le Mans ’66 - La grande sfida. Se desiderate qualcosa di più classico, ci sono Gene Hackman in Il braccio violento della legge e Steve McQueen in Le Mans o in Bullitt, antesignani di innumerevoli thriller ambientati nel mondo dei motori (il brivido della velocità non manca, ma dimenticate lo stile frenetico di “Fast and Furious”: qui a tenervi incollati davanti allo schermo è soprattutto il fascino d’altri tempi dei protagonisti).

Fuga dalla frenesia (o dai suoceri)

Morgan Freeman potrebbe leggere l’elenco telefonico e ci riterremmo comunque soddisfatti. In Life on Our Planet (prodotto da Steven Spielberg), l’attore dalla voce di velluto narra un viaggio straordinario, in corso da centinaia di milioni di anni: quello della lotta per la sopravvivenza sulla Terra, dai primi dinosauri ai ghepardi delle odierne pianure della Tanzania. Se cercate distrazione, relax e distacco dalla frenesia delle feste, difficilmente troverete evasione migliore di questa.

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Sempre in tema di evasione, ci sentiamo di consigliare Batman - Il ritorno di Tim Burton. Il film di Natale che non abbiamo mai chiesto annovera nel cast una Michelle Pfeiffer più languida che mai, Christopher Walken nei panni di un cattivo e un nutrito gruppo di pinguini con propulsione a razzo; Midnight in Paris è una fuga dentro la fuga, con Owen Wilson che vive il sogno del suo personaggio di essere un americano nella Parigi degli anni Venti; The Rumble in The Jungle, la titanica battaglia nello Zaire tra Muhammad Ali e George Foreman, offre un livello di suspense, colore e pathos mille volte superiore a quello di qualsiasi incontro di MMA e tutto ciò è magnificamente catturato nel documentario vincitore di un premio Oscar dal titolo Quando eravamo re; la Chiesa, il re, il papa e alcune sfortunate amanti di Enrico VIII cadono sotto il dominio del Cromwell di Mark Rylance in Wolf Hall, sceneggiato in costume della BBC.

(Dall’alto) Una simulazione del Big Bang in <em>Life on Our Planet</em>; una scena regale di <em>Wolf Hall</em><br/><span class="caption-sub">Dall’alto, fotografie per gentile concessione di Netflix e PBS</span>
(Dall’alto) Una simulazione del Big Bang in Life on Our Planet; una scena regale di Wolf Hall
Dall’alto, fotografie per gentile concessione di Netflix e PBS

FESTE A TEMPO
DI MUSICA

In esclusiva dal Polo Bar, una playlist Spotify che vi terrà compagnia fino all’arrivo del 2024

Tre diversi stili di leadership al femminile: (dall’alto) <em>The Regime</em>, <em>Borgen</em>, <em>Veep</em><br/><span class="caption-sub">Dall’alto, fotografie per gentile concessione di HBO, DR1 e HBO</span>
Tre diversi stili di leadership al femminile: (dall’alto) The Regime, Borgen, Veep
Dall’alto, fotografie per gentile concessione di HBO, DR1 e HBO

La politica di cui parlare a tavola

Immaginate gli intrighi, le lotte interne e gli indomiti ego di Succession ma con le sorti di un’intera nazione come posta in gioco. È il livello di tensione (per non parlare di ironia, recitazione e scrittura) che dovreste aspettarvi dalla serie The Regime della HBO. Dietro questa nuova produzione c’è Will Tracy, la cui filmografia include The Menu e la già menzionata Succession, e la star è Kate Winslet, che interpreta il ruolo della sovrana di un paese europeo sull’orlo del disfacimento.

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Per altre storie a sfondo politico raccontate con un certo stile, c’è lo psicodramma Borgen, incentrato sulla prima donna a ricoprire il ruolo di primo ministro in Danimarca; la crudeltà e il cinismo di Veep non sarebbero adatti alle feste se non raggiungessero vette di poesia elevatissime; c’è poi l’archetipo (anche lessicale) di tutti gli scandali politici, il Watergate, portato in scena da Robert Redford e Dustin Hoffman in Tutti gli uomini del presidente; Tom Hanks regala un’interpretazione impeccabile, con un personaggio dal fascino losco e impassibile, sullo sfondo dei palazzi del potere di Washington in La guerra di Charlie Wilson. In L’apparenza inganna, l’unica cosa più sconvolgente della corruzione politica sono le acconciature, insieme forse ad alcuni degli abiti di Jennifer Lawrence, oltre ad alcuni altrettanto sorprendenti abiti indossati da Bradley Cooper, Christian Bale e Jeremy Renner, che completano il cast. Bernardo Bertolucci e il direttore della fotografia Vittorio Storaro raccontano un magistrale intrigo sullo sfondo storico degli anni culminanti del fascismo nel film Il conformista; la biografia politica si avvicina ai territori dell’epica con Sir Ben Kingsley e Candice Bergen in Gandhi, vincitore di un Oscar, del regista Richard Attenborough.

Guerra e pace

Non è ben chiaro il motivo per cui durante le feste amiamo guardare film sulla seconda guerra mondiale. Forse la spiegazione sta nella semplicità rassicurante di un conflitto binario: due avversari, il bene e il male, la parte giusta e quella sbagliata. O forse, più semplicemente, durante le festività natalizie, immersi come siamo nel comfort della famiglia, ci sentiamo estremamente lontani da tali eventi, e questo rende la nostra gratitudine ancora più palpabile. Qualunque sia il motivo, una nuova docuserie, World War II: From the Frontlines, narrata da John Boyega, è un sogno per i papà, con filmati d’archivio restaurati che mostrano il leggendario conflitto sotto una nuova luce.

Una scena dello sbarco in Normandia in <em>World War II: From the Frontlines</em><br/><span class="caption-sub">Fotografia per gentile concessione di Netflix</span>
Una scena dello sbarco in Normandia in World War II: From the Frontlines
Fotografia per gentile concessione di Netflix

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Se ai documentari preferite le emozioni di un bel film, prendete in considerazione Il tamburo di latta, un attento e conciso adattamento del romanzo del premio Nobel Günter Grass. In modo analogo, l’incredibile struttura emotiva del romanzo Quel che resta del giorno di Kazuo Ishiguro rivive sullo schermo con le struggenti interpretazioni di Anthony Hopkins ed Emma Thompson. Ralph Fiennes e Kristin Scott Thomas mettono alla prova i limiti dell’amore in tempo di guerra nel film Il paziente inglese di Anthony Minghella, magnifico adattamento dal poetico romanzo di Michael Ondaatje; Ethan Hawke e il suo gruppo di compagni devastati dalla guerra trovano un terreno comune alla vigilia di Natale con i loro altrettanto tormentati nemici in Vicino alla fine; l’austerità, il terrore, il rigore e la passione dei combattenti della resistenza francese sono rievocati in maniera avvincente in L’armata degli eroi, diretto da Jean-Pierre Melville, che partecipò attivamente al movimento clandestino del suo paese contro i nazisti; e Gary Oldman, lontano da Gotham City, offre un’eccellente interpretazione di Churchill durante la crisi di Dunkerque nel film L’ora più buia.

​(Prime due fotografie dall’alto) Jeffrey Wright, Tracee Ellis Ross e Leslie Uggams in <em>American Fiction</em>; Nora Ephron in <em>Tutto è ispirazione</em><br/><span class="caption-sub">Dall’alto, fotografie per gentile concessione di Amazon MGM Studios e HBO</span>
​(Prime due fotografie dall’alto) Jeffrey Wright, Tracee Ellis Ross e Leslie Uggams in American Fiction; Nora Ephron in Tutto è ispirazione
Dall’alto, fotografie per gentile concessione di Amazon MGM Studios e HBO

Dalla letteratura al cinema

American Fiction è una delle opere satiriche più attese di questa stagione; potremmo definirlo il Tár del 2023. Pungente, caustico e pieno di umorismo, il film ha come protagonista Jeffrey Wright nel ruolo di Monk, uno scrittore di scarso successo frustrato dai suoi colleghi scrittori di colore e dall’establishment che fanno fortuna sfruttando stereotipi offensivi; un tema complesso, che ci riporta ai dibattiti tra Langston Hughes e James Baldwin. Dopo aver scritto, in segno di protesta, un romanzo che asseconda scherzosamente quegli stessi stereotipi, Monk deve convivere con un inaspettato successo in una storia che racconta con uno sguardo intrigante, esilarante e imbarazzato quale complicato groviglio sia la vita moderna delle persone di cultura.

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Il cinema romantico britannico di ambientazione storica forse non ha mai avuto espressione più raffinata di Casa Howard, adattamento premiato con l’Oscar dell’omonimo romanzo di E.M. Forster; James McAvoy si mostra tremante e irrigidito nei panni di un medico durante il sanguinario regno di Idi Amin in L’ultimo re di Scozia; Leslie Howard e Wendy Hiller danno il meglio di sé con l’esilarante personaggio di Eliza Doolittle nella versione del 1938 del Pigmalione; mondo accademico, scrittori, amori ai tempi del college e accoglienti cittadine universitarie sono tutti soggetti prediletti della penna di Michael Chabon e poi della macchina da presa di Curtis Hanson nel malizioso e divertente Wonder Boys, con Michael Douglas, Frances McDormand e Robert Downey Jr.; Tutto è ispirazione per Nora Ephron in questo simpatico e commovente documentario sulla sua vita realizzato da suo figlio; Robin Williams e Glenn Close esplorano i limiti e i pericoli della narrazione nello straordinario adattamento del 1982 del romanzo Il mondo secondo Garp di John Irving; e dopo che i bambini sono andati a letto, cosa c’è di meglio che chiudere la serata con Catherine Deneuve in Bella di giorno?

PAUSA LETTURA

A proposito di scrittori, ci sono alcuni libri che vorremmo suggerirvi, dai volumi in formato coffee-table a quelli da leggere comodamente a letto

Claude Monet è certamente uno dei più grandi esponenti dell’impressionismo, ma era anche un uomo, e un uomo complicato. Questo aspetto è indagato con minuzia di dettagli nel libro Monet: The Restless Vision, di Jackie Wullschläger, critica d’arte del Financial Times; se vi incuriosisce il personaggio di J. Edgar Hoover, burocrate perfetto dall’influenza inesauribile, troverete un suo imperdibile ritratto nel tascabile G-Man: J. Edgar Hoover and the Making of the American Century di Beverly Gage; l’uomo di lettere Will Schwalbe racconta in profondità la sua lunga amicizia con un ex atleta universitario e membro dei Navy Seals americani in We Should Not Be Friends; corrispondenze recentemente scoperte danno vita a un nuovo ritratto di Jackie Bouvier Kennedy nel libro Camera Girl di Carl Sferrazza Anthony; le vicissitudini di una famiglia alle prese con la grande recessione sono narrate dalla prospettiva di ognuno dei protagonisti nel toccante ed esilarante The Bee Sting di Paul Murray; gli edifici di New York prendono vita, con accurate illustrazioni e dettagli incisivi, nel libro Modern New York: The Illustrated Story of Architecture in the Five Boroughs from 1920 to Present.

Ridere è una cosa seria

Nel mondo della commedia, i veri giganti sono sempre più rari, ed è per questo che siamo grati per Kevin Hart & Chris Rock: Headliners Only. Questo documentario segue i due maestri del microfono nel corso di una settimana a New York durante la preparazione di un grande spettacolo al Madison Square Garden, ripercorrendo i loro sacrifici e i loro successi, e la formazione di un legame umano indissolubile, dall’inizio delle loro carriere fino ad oggi. Molto più di una semplice biografia, il documentario si addentra nei dettagli della loro forma d’arte e poi si ritrae, lasciando che sia lo spettatore a trarre le proprie conclusioni, dal modo in cui si costruisce una battuta al ruolo della commedia stessa. E, lo garantiamo, è anche molto divertente.

Kevin Hart e Chris Rock nel documentario <em>Headliners Only</em><br/><span class="caption-sub">Fotografia per gentile concessione di Netflix<span>
Kevin Hart e Chris Rock nel documentario Headliners Only
Fotografia per gentile concessione di Netflix

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Se avete voglia di mettervi nei panni di ogni povero diavolo che ha dovuto, a un certo punto, presentarsi ai suoceri (e viceversa), potete spassarvela con Ti presento i miei, sicuramente una delle interpretazioni di Robert De Niro più divertenti; la sitcom familiare torna ad antichi fasti con Pamela Adlon alle prese con le sue tre figlie nell’emozionante e sorprendente Better Things; un Bill Murray più affascinante che mai ha un’altra possibilità di fare la cosa giusta, e poi un’altra e un’altra ancora, in Ricomincio da capo; la commedia degli equivoci romantica ha raggiunto probabilmente la sua apoteosi con Scandalo a Filadelfia, con Katherine Hepburn, Cary Grant e James Stewart (cosa volete di più?); l’outfit après-ski e l’ispettore Clouseau di Peter Sellers fanno la loro prima favolosa apparizione nell’incantevole commedia La pantera rosa; se amate i capitomboli, non rinunciate a guardare Il monello, un classico di Charlie Chaplin (e se volete saperne di più sulla storia del più grande attore del cinema muto, Chaplin vs. America è disponibile questo mese nelle librerie).

(Dall’alto) Albert Brooks difende la sua vita; Tom Wolfe diventa “radical”; Steve Carell trova la verità<br/><span class="caption-sub">Dall’alto, fotografie per gentile concessione di ITV, Getty Images e Paramount Pictures</span>
(Dall’alto) Albert Brooks difende la sua vita; Tom Wolfe diventa “radical”; Steve Carell trova la verità
Dall’alto, fotografie per gentile concessione di ITV, Getty Images e Paramount Pictures

Storie incredibilmente vere

Cercate qualcosa di più vicino alla vita reale? Mettetevi comodi e godetevi il piacevolissimo Albert Brooks: Defending My Life, una riflessione di Rob Reiner sulla carriera del comico e regista americano, con la partecipazione di David Letterman, Steven Spielberg, Jon Stewart, Larry David e altri. Oppure, potete rivivere la nascita del Nuovo giornalismo, con tanto di completi bianchi dagli ampi revers, con Radical Wolfe, uno sguardo alla carriera di Tom Wolfe, il maestro dell’epica moderna, con brani letti da Jon Hamm. Infine, la serie Archie porta sul piccolo schermo la vera storia di Archibald Leach, meglio noto come Cary Grant.

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Lo stile non è mai stato tanto radicale quanto nei tempi in cui lo Studio 54 dominava il mondo dei locali notturni, e la sua ascesa e caduta sono raccontate con particolari avvincenti nel documentario omonimo di Matt Tyrnauer; sempre in tema di ascesa e caduta a New York, stavolta con toni più foschi, la storia del boss della droga Frank Lucas prende vita con incredibile forza (bastano due nomi: Russell Crowe e Denzel Washington) in American Gangster di Ridley Scott; tornando al mondo delle feste e dei balli, la vicenda umana e storica di colei che nel Settecento ne era l’organizzatrice per eccellenza è narrata con sensibilità e sensualità da Sofia Coppola in Marie Antoinette; godetevi l’opera di Warren Beatty sull’epica storia del giornalista John Reed e di Louise Bryant, tra aspirazioni e delusioni politiche, con una giusta dose di romanticismo, in Reds; Mozart, forse la prima rock star della storia, seduce e conquista la scena sociale di Vienna con sommo dispiacere di un invidioso rivale nel sontuoso Amadeus di Miloš Forman; la crisi finanziaria del 2008 viene spiegata, e drammatizzata, nel film La grande scommessa; e la vita di Johnny Cash è al centro di un film biografico davvero ben realizzato in Quando l’amore brucia l’anima.

Non esattamente una fiaba natalizia…

Se avete intenzione di sfidare il freddo (e il prezzo sempre più esorbitante dei biglietti del cinema), e a condizione che i ragazzi siano almeno adolescenti, quest’anno voi e la vostra famiglia difficilmente potreste trovare una scelta migliore di The Holdovers - Lezioni di vita. Diretto da Alexander Payne, regista premio Oscar (la cui familiarità con l’età dell’adolescenza e le relative disfunzioni è stata magistralmente illustrata in Election e Paradiso amaro), il film racconta la storia di un giovane sfortunato ma non troppo, Angus Tully, abbandonato dai suoi genitori nel collegio scolastico di cui è ospite nel New England durante le vacanze di Natale e affidato a un burbero insegnante interpretato da Paul Giamatti. Con la guerra del Vietnam sullo sfondo, e abbondanza di tessuti in velluto a coste, la pellicola è una commedia drammatica di formazione, sostenuta da eccellenti interpreti, che propone una visione molto originale dei concetti di famiglia e amicizia e di ciò che le feste, a volte, possono diventare.

(Dall’alto) Paul Giamatti collabora di nuovo con il regista Alexandar Payne in <em>The Holdovers - Lezioni di vita</em>; Bill Murray nella classica commedia natalizia <em>S.O.S. fantasmi</em>; il cast stellare di <em>Piccole donne</em><br/> <span class="caption-sub">Dall’alto, fotografie per gentile concessione di Focus Features, Everett Collection e Columbia Pictures</span>
(Dall’alto) Paul Giamatti collabora di nuovo con il regista Alexandar Payne in The Holdovers - Lezioni di vita; Bill Murray nella classica commedia natalizia S.O.S. fantasmi; il cast stellare di Piccole donne
Dall’alto, fotografie per gentile concessione di Focus Features, Everett Collection e Columbia Pictures

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Se le tradizionali storie natalizie non stuzzicano particolarmente il vostro appetito, siete in buona compagnia. Potete spassarvela guardando (o probabilmente riguardando) Bill Murray all’apice della sua carriera nei panni di un egocentrico dirigente televisivo che riceve la visita di tre spettri in S.O.S. fantasmi; fare un viaggio nelle relazioni amorose intercontinentali con L’amore non va in vacanza, una tenera commedia romantica (nel cast ci sono Cameron Diaz, Jack Black, Kate Winslet e Jude Law); riunire la famiglia attorno alla rivisitazione che Greta Gerwig, regista del momento, ha fatto del classico di Louisa May Alcott Piccole donne, nel cui cast figurano Timothée Chalamet, Saoirse Ronan ed Emma Watson.

Velocità e bellezza

Adam Driver (un nome decisamente appropriato) dà vita a un’interpretazione carismatica e solenne di Enzo Ferrari nel film Ferrari di Michael Mann, che racconta la passione profusa dal fondatore della leggendaria casa automobilistica per vincere la Mille Miglia con l’obiettivo di salvare l’azienda sull’orlo della bancarotta. Intanto, dall’altra parte dell’Atlantico, Keanu Reeves racconta Brawn: The Impossible Formula 1 Story, una miniserie che ripercorre il successo di Ross Brawn che, alla guida di un team indipendente, con poco personale e scarsa forza economica, grazie a un mix di innovazione, grinta e cuore si aggiudica il Campionato del Mondo del 2009.

(Dall’alto) Adam Driver nel ruolo di Enzo Ferrari e Gianni Agnelli nei panni di se stesso<br/> <span class="caption-sub">Dall’alto, fotografie gentilmente concesse da Neon e Max</span>
(Dall’alto) Adam Driver nel ruolo di Enzo Ferrari e Gianni Agnelli nei panni di se stesso
Dall’alto, fotografie gentilmente concesse da Neon e Max

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Altri suggerimenti? Date un’occhiata alla biografia del re italiano delle auto, dello stile e della cultura nel documentario della HBO Agnelli. Oppure scoprite di più sulla storia della Ferrari con il racconto di un duello epico che vede la scuderia italiana contrapposta all’americana Ford in Le Mans ’66 - La grande sfida. Se desiderate qualcosa di più classico, ci sono Gene Hackman in Il braccio violento della legge e Steve McQueen in Le Mans o in Bullitt, antesignani di innumerevoli thriller ambientati nel mondo dei motori (il brivido della velocità non manca, ma dimenticate lo stile frenetico di “Fast and Furious”: qui a tenervi incollati davanti allo schermo è soprattutto il fascino d’altri tempi dei protagonisti).

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Morgan Freeman potrebbe leggere l’elenco telefonico e ci riterremmo comunque soddisfatti. In Life on Our Planet (prodotto da Steven Spielberg), l’attore dalla voce di velluto narra un viaggio straordinario, in corso da centinaia di milioni di anni: quello della lotta per la sopravvivenza sulla Terra, dai primi dinosauri ai ghepardi delle odierne pianure della Tanzania. Se cercate distrazione, relax e distacco dalla frenesia delle feste, difficilmente troverete evasione migliore di questa.

(Dall’alto) Una simulazione del Big Bang in <em>Life on Our Planet</em>; una scena regale di <em>Wolf Hall</em><br/> <span class="caption-sub">Dall’alto, fotografie per gentile concessione di Netflix e PBS</span>
(Dall’alto) Una simulazione del Big Bang in Life on Our Planet; una scena regale di Wolf Hall
Dall’alto, fotografie per gentile concessione di Netflix e PBS

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FESTE A TEMPO
DI MUSICA

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La politica di cui parlare a tavola

Immaginate gli intrighi, le lotte interne e gli indomiti ego di Succession ma con le sorti di un’intera nazione come posta in gioco. È il livello di tensione (per non parlare di ironia, recitazione e scrittura) che dovreste aspettarvi dalla serie The Regime della HBO. Dietro questa nuova produzione c’è Will Tracy, la cui filmografia include The Menu e la già menzionata Succession, e la star è Kate Winslet, che interpreta il ruolo della sovrana di un paese europeo sull’orlo del disfacimento.

Tre diversi stili di leadership al femminile: (dall’alto) <em>The Regime</em>, <em>Borgen</em>, <em>Veep</em><br/> <span class="caption-sub">Dall’alto, fotografie per gentile concessione di HBO, DR1 e HBO</span>
Tre diversi stili di leadership al femminile: (dall’alto) The Regime, Borgen, Veep
Dall’alto, fotografie per gentile concessione di HBO, DR1 e HBO

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Guerra e pace

Non è ben chiaro il motivo per cui durante le feste amiamo guardare film sulla seconda guerra mondiale. Forse la spiegazione sta nella semplicità rassicurante di un conflitto binario: due avversari, il bene e il male, la parte giusta e quella sbagliata. O forse, più semplicemente, durante le festività natalizie, immersi come siamo nel comfort della famiglia, ci sentiamo estremamente lontani da tali eventi, e questo rende la nostra gratitudine ancora più palpabile. Qualunque sia il motivo, una nuova docuserie, World War II: From the Frontlines, narrata da John Boyega, è un sogno per i papà, con filmati d’archivio restaurati che mostrano il leggendario conflitto sotto una nuova luce.

Una scena dello sbarco in Normandia in <em>World War II: From the Frontlines</em><br/> <span class="caption-sub">Fotografia per gentile concessione di Netflix</span>
Una scena dello sbarco in Normandia in World War II: From the Frontlines
Fotografia per gentile concessione di Netflix

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Se ai documentari preferite le emozioni di un bel film, prendete in considerazione Il tamburo di latta, un attento e conciso adattamento del romanzo del premio Nobel Günter Grass. In modo analogo, l’incredibile struttura emotiva del romanzo Quel che resta del giorno di Kazuo Ishiguro rivive sullo schermo con le struggenti interpretazioni di Anthony Hopkins ed Emma Thompson. Ralph Fiennes e Kristin Scott Thomas mettono alla prova i limiti dell’amore in tempo di guerra nel film Il paziente inglese di Anthony Minghella, magnifico adattamento dal poetico romanzo di Michael Ondaatje; Ethan Hawke e il suo gruppo di compagni devastati dalla guerra trovano un terreno comune alla vigilia di Natale con i loro altrettanto tormentati nemici in Vicino alla fine; l’austerità, il terrore, il rigore e la passione dei combattenti della resistenza francese sono rievocati in maniera avvincente in L’armata degli eroi, diretto da Jean-Pierre Melville, che partecipò attivamente al movimento clandestino del suo paese contro i nazisti; e Gary Oldman, lontano da Gotham City, offre un’eccellente interpretazione di Churchill durante la crisi di Dunkerque nel film L’ora più buia.

Dalla letteratura al cinema

American Fiction è una delle opere satiriche più attese di questa stagione; potremmo definirlo il Tár del 2023. Pungente, caustico e pieno di umorismo, il film ha come protagonista Jeffrey Wright nel ruolo di Monk, uno scrittore di scarso successo frustrato dai suoi colleghi scrittori di colore e dall’establishment che fanno fortuna sfruttando stereotipi offensivi; un tema complesso, che ci riporta ai dibattiti tra Langston Hughes e James Baldwin. Dopo aver scritto, in segno di protesta, un romanzo che asseconda scherzosamente quegli stessi stereotipi, Monk deve convivere con un inaspettato successo in una storia che racconta con uno sguardo intrigante, esilarante e imbarazzato quale complicato groviglio sia la vita moderna delle persone di cultura.

 (Prime due fotografie dall’alto) Jeffrey Wright, Tracee Ellis Ross e Leslie Uggams in <em>American Fiction</em>; Nora Ephron in <em>Tutto è ispirazione</em><br/> <span class="caption-sub">Dall’alto, fotografie per gentile concessione di Amazon MGM Studios e HBO</span>
(Prime due fotografie dall’alto) Jeffrey Wright, Tracee Ellis Ross e Leslie Uggams in American Fiction; Nora Ephron in Tutto è ispirazione
Dall’alto, fotografie per gentile concessione di Amazon MGM Studios e HBO

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PAUSA LETTURA

A proposito di scrittori, ci sono alcuni libri che vorremmo suggerirvi, dai volumi in formato coffee-table a quelli da leggere comodamente a letto

Claude Monet è certamente uno dei più grandi esponenti dell’impressionismo, ma era anche un uomo, e un uomo complicato. Questo aspetto è indagato con minuzia di dettagli nel libro Monet: The Restless Vision, di Jackie Wullschläger, critica d’arte del Financial Times; se vi incuriosisce il personaggio di J. Edgar Hoover, burocrate perfetto dall’influenza inesauribile, troverete un suo imperdibile ritratto nel tascabile G-Man: J. Edgar Hoover and the Making of the American Century di Beverly Gage; l’uomo di lettere Will Schwalbe racconta in profondità la sua lunga amicizia con un ex atleta universitario e membro dei Navy Seals americani in We Should Not Be Friends; corrispondenze recentemente scoperte danno vita a un nuovo ritratto di Jackie Bouvier Kennedy nel libro Camera Girl di Carl Sferrazza Anthony; le vicissitudini di una famiglia alle prese con la grande recessione sono narrate dalla prospettiva di ognuno dei protagonisti nel toccante ed esilarante The Bee Sting di Paul Murray; gli edifici di New York prendono vita, con accurate illustrazioni e dettagli incisivi, nel libro Modern New York: The Illustrated Story of Architecture in the Five Boroughs from 1920 to Present.

Ridere è una cosa seria

Nel mondo della commedia, i veri giganti sono sempre più rari, ed è per questo che siamo grati per Kevin Hart & Chris Rock: Headliners Only. Questo documentario segue i due maestri del microfono nel corso di una settimana a New York durante la preparazione di un grande spettacolo al Madison Square Garden, ripercorrendo i loro sacrifici e i loro successi, e la formazione di un legame umano indissolubile, dall’inizio delle loro carriere fino ad oggi. Molto più di una semplice biografia, il documentario si addentra nei dettagli della loro forma d’arte e poi si ritrae, lasciando che sia lo spettatore a trarre le proprie conclusioni, dal modo in cui si costruisce una battuta al ruolo della commedia stessa. E, lo garantiamo, è anche molto divertente.

Kevin Hart e Chris Rock nel documentario <em>Headliners Only</em><br/> <span class="caption-sub">Fotografia per gentile concessione di Netflix<span>
Kevin Hart e Chris Rock nel documentario Headliners Only
Fotografia per gentile concessione di Netflix

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Se avete voglia di mettervi nei panni di ogni povero diavolo che ha dovuto, a un certo punto, presentarsi ai suoceri (e viceversa), potete spassarvela con Ti presento i miei, sicuramente una delle interpretazioni di Robert De Niro più divertenti; la sitcom familiare torna ad antichi fasti con Pamela Adlon alle prese con le sue tre figlie nell’emozionante e sorprendente Better Things; un Bill Murray più affascinante che mai ha un’altra possibilità di fare la cosa giusta, e poi un’altra e un’altra ancora, in Ricomincio da capo; la commedia degli equivoci romantica ha raggiunto probabilmente la sua apoteosi con Scandalo a Filadelfia, con Katherine Hepburn, Cary Grant e James Stewart (cosa volete di più?); l’outfit après-ski e l’ispettore Clouseau di Peter Sellers fanno la loro prima favolosa apparizione nell’incantevole commedia La pantera rosa; se amate i capitomboli, non rinunciate a guardare Il monello, un classico di Charlie Chaplin (e se volete saperne di più sulla storia del più grande attore del cinema muto, Chaplin vs. America è disponibile questo mese nelle librerie).

Storie incredibilmente vere

Cercate qualcosa di più vicino alla vita reale? Mettetevi comodi e godetevi il piacevolissimo Albert Brooks: Defending My Life, una riflessione di Rob Reiner sulla carriera del comico e regista americano, con la partecipazione di David Letterman, Steven Spielberg, Jon Stewart, Larry David e altri. Oppure, potete rivivere la nascita del Nuovo giornalismo, con tanto di completi bianchi dagli ampi revers, con Radical Wolfe, uno sguardo alla carriera di Tom Wolfe, il maestro dell’epica moderna, con brani letti da Jon Hamm. Infine, la serie Archie porta sul piccolo schermo la vera storia di Archibald Leach, meglio noto come Cary Grant.

(Dall’alto) Albert Brooks difende la sua vita; Tom Wolfe diventa “radical”; Steve Carell trova la verità<br/> <span class="caption-sub">Dall’alto, fotografie per gentile concessione di ITV, Getty Images e Paramount Pictures</span>
(Dall’alto) Albert Brooks difende la sua vita; Tom Wolfe diventa “radical”; Steve Carell trova la verità
Dall’alto, fotografie per gentile concessione di ITV, Getty Images e Paramount Pictures

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Lo stile non è mai stato tanto radicale quanto nei tempi in cui lo Studio 54 dominava il mondo dei locali notturni, e la sua ascesa e caduta sono raccontate con particolari avvincenti nel documentario omonimo di Matt Tyrnauer; sempre in tema di ascesa e caduta a New York, stavolta con toni più foschi, la storia del boss della droga Frank Lucas prende vita con incredibile forza (bastano due nomi: Russell Crowe e Denzel Washington) in American Gangster di Ridley Scott; tornando al mondo delle feste e dei balli, la vicenda umana e storica di colei che nel Settecento ne era l’organizzatrice per eccellenza è narrata con sensibilità e sensualità da Sofia Coppola in Marie Antoinette; godetevi l’opera di Warren Beatty sull’epica storia del giornalista John Reed e di Louise Bryant, tra aspirazioni e delusioni politiche, con una giusta dose di romanticismo, in Reds; Mozart, forse la prima rock star della storia, seduce e conquista la scena sociale di Vienna con sommo dispiacere di un invidioso rivale nel sontuoso Amadeus di Miloš Forman; la crisi finanziaria del 2008 viene spiegata, e drammatizzata, nel film La grande scommessa; e la vita di Johnny Cash è al centro di un film biografico davvero ben realizzato in Quando l’amore brucia l’anima.