Muri
d’artista
A Brooklyn, un incrocio di strade desolate è stato trasformato in una galleria a cielo aperto dagli artisti di graffiti del collettivo Bushwick. Uno in particolare – AC2BSK – ha fatto della celebrazione di Ralph Lauren, della sua influenza e della sua tradizione, la propria missione creativa
Abbigliato con un cappellino Ralph Lauren degli Yankees™ e una giacca da baseball coordinata, Ralph Lauren sorride dall’alto di un muro illuminato dal sole su Troutman Street a Bushwick, Brooklyn. Condivide l’edificio con un’altra leggenda nata nella New York periferica: Biggie Smalls. Il tributo espressionistico (alto circa 6 metri) è l’ultima opera dell’artista di graffiti newyorchese AC2BSK.
Negli ultimi anni, AC2 ha contribuito alla realizzazione di murales, molti dei quali raffigurano immagini del brand Polo, per il Collettivo Bushwick, una galleria di street art a cielo aperto che sorge nell’omonimo quartiere di Brooklyn. Qualche anno fa, in un pomeriggio di inizio giugno, Joseph Ficalora, fondatore e curatore capo del Collettivo, ricevette una chiamata che gli segnalava la presenza di un vasto gruppo di persone radunatosi sulla Troutman. Il Collettivo era nel mezzo della festa annuale del quartiere, ma il cuore musicale dell’evento si trovava a un isolato di distanza. Incuriosito, Ficalora decise di andare a vedere e trovò un folto gruppo di persone che scalpitavano per farsi fotografare davanti al murales di AC2 raffigurante degli enormi orsetti Polo Bear.
“C’era una marea di gente vestita Ralph Lauren, capi Polo ovunque, indossavano tutti la stessa uniforme”, ricorda Ficalora. “Erano tutti davanti al muro, e tutti i bambini sfoggiavano con orgoglio i loro look. Per un momento dovetti fermarmi e fare un passo indietro. Tre generazioni davanti a me. Nessuno li aveva invitati. A distanza di due anni ancora non so trovare le parole giuste per descrivere la scena”.
Che AC2 sia stato in grado di creare una sorta di meta di pellegrinaggio per i cultori di Polo è qualcosa che non deve stupire. Lui stesso è da lungo tempo un appassionato di Polo. Quando ci incontriamo su Troutman Street, il suo abbigliamento è il seguente: pantaloni P-wing, polo Stadium, cappellino 1992. È la sua uniforme quotidiana, spiega, la sua affermazione giornaliera. La sua pagina Instagram lo conferma:ci sono foto di lui in ospedale con indosso una felpa con cappuccio con il Polo Bear e un piumino da sci, mentre aspetta la nascita di sua nipote.
Ma AC2 appartiene visceralmente anche alla cultura dei graffiti di New York. La pittura spray è radicata nel suo albero genealogico. Nato a Bushwick e vissuto da sempre a Brooklyn, ha iniziato a realizzare graffiti negli anni ‘80, ereditando il nome e la tecnica di base da suo zio, che si faceva chiamare AC1 prima di andare in pensione a Porto Rico. Il suo stile, un’esuberante esplosione di colori e geometrie sinuose, affonda le proprie radici nella nostalgia. Il monogramma “AC” della sua firma rimanda alla solida convinzione di possedere una tecnica intramontabile e senza tempo – “Another Classic” (un altro classico) – ma anche a un senso di nostalgia molto particolare. “Ogni volta che vedi una mia opera, il mio desiderio è quello di farti tornare indietro con la mente e dire, ah, questo me lo ricordo”, spiega. “L’obiettivo è far riaffiorare quella piacevole sensazione che ci ricorda il tempo in cui eravamo bambini”.
Quella sensazione rimbalza da Wu-Tang a The Warriors. Qua e là, si interseca con i dettagli della storia di Polo e, più in generale, con l’eredità di Ralph Lauren a New York, un potente vortice di codici stilistici legati al brand Polo e una serie di collezioni degli anni ‘90 rese indelebili da comunità come questa. La passione di AC2 per Polo ha il suo fondamento in una particolare dimensione di New York.
“Da ragazzino, non potevo permettermi questi abiti”, racconta AC2 parlando di Polo. “Questo mi ha condizionato, perché vedevo tutti gli altri esibire questo marchio. Ho iniziato a procurarmi dei capi qua e là. Me ne sono innamorato”. Ricorda ancora il suo primo capo: una maglietta rossa con la scritta Polo Sport acquistata negli anni ‘90.
Quella passione si è trasferita nella sua arte, manifestandosi nella pittura spray ma anche in tele e disegni più piccoli. Ad oggi, ha realizzato cinque murales Polo a Bushwick. Il primo, risalente al 2015 e raffigurante un Polo Bear che indossa un pullover Polo, con le zampe infilate nelle tasche, è ispirato a uno degli ormai innumerevoli capi della serie Polo Bear presenti nel suo guardaroba personale. A questo ha fatto seguito, pochi mesi dopo, un’opera dedicata a una grafica della collezione Snow Beach, un modello iconico quanto raro di cui è tuttora in cerca, dipinto su una saracinesca nel pieno dell’inverno di Brooklyn, con la neve che cominciava a cadere proprio mentre stava realizzando gli ultimi ritocchi. Nel 2017, quando Ralph Lauren ha presentato una nuova serie di magliette con il Polo Bear, AC2 ha dipinto per il Collettivo il popolarissimo murale raffigurante quattro orsetti. L’anno successivo, spinto dal bisogno di superare sé stesso, ha completato un enorme disegno che comprende un motivo con bandiera nautica a blocchi di colore e grafiche ispirate alle regate veliche tratti dalla celebre collezione CP-93 di Polo, recentemente rivisitata e rilanciata.
“Tutti si erano innamorati di quel muro”, racconta. “Molte persone hanno scattato foto lì davanti. Tre mesi dopo, il proprietario dell’edificio voleva qualcosa di nuovo. Mentre dipingevo sopra quel murale, la gente che passava mi lanciava insulti, non sapendo che ero lo stesso artista che l’aveva realizzato. Mi sono detto: ‘Ok, ho creato qualcosa di importante qui’”.
Cercando di spingersi ancora oltre, ha deciso che la sua ultima opera avrebbe rappresentato una svolta: non solo il suo primo ritratto gigante, ma quello potenzialmente più importante. I capi rari rimessi in commercio dal brand a cui si ispiravano i suoi murales erano spesso molto difficili da reperire. Un murale di Ralph Lauren in persona sarebbe stato più diretto, avrebbe rappresentato uno sforzo più democratico per raggiungere il maggior numero possibile di persone. “Pensavo, e se dipingessi direttamente Ralph? Puoi indossare ciò che vuoi e rendergli omaggio in questo modo”. Lo scorso autunno, mentre Ralph Lauren celebrava il suo 50° anniversario, AC2 ha assistito con ammirazione al lancio d’inizio da lui effettuato allo Yankee Stadium. “È uno di noi”, spiega AC2. “Un marchio americano creato da qualcuno che viene dal Bronx. È qualcosa che ha sempre avuto una certa importanza”.
AC2 è solo uno tra le decine di pittori di murales che hanno dato un contributo al Collettivo, una libera associazione di artisti di New York e dintorni che realizza le proprie opere sui muri del quartiere, e che negli ultimi otto anni ha contribuito a trasformarlo da zona trascurata della periferia di New York, prevalentemente industriale e spesso violenta, in un tempio della street art riconosciuto a livello internazionale.
L’uomo che gestisce tutto ciò – Ficalora – pur non avendo un passato da artista di graffiti, fa parte della cultura che li ha nutriti, essendo un attento spettatore di quell’enorme teatro che è la vita della strada, con i suoi drammi e i suoi trionfi; questo gli ha permesso di riconoscere alla cultura dei graffiti il suo giusto peso. “I graffiti e la street art hanno conquistato la mia vita”, afferma. Il Collettivo è nato dal suo amore per la comunità artistica che aveva fondato per un forte bisogno personale. In occasione della prima festa della mamma dopo la morte di sua madre, scomparsa in seguito a una malattia, Ficalora ha invitato delle persone nel suo quartiere per una riunione improvvisata. Alcune si sono offerte di dipingere dei murales per l’occasione. Quella festa informale sarebbe diventata poi il Collettivo, un mezzo con cui Ficalora, e Bushwick tutta, celebrano la propria vita e quella di tutto il quartiere.
Riguardo ai contenuti, Ficalora preferisce lasciare agli artisti assoluta libertà di espressione. “Joe non sa che cosa sto dipingendo finché non lo vede”, spiega AC2. “Mi dà la libertà di dipingere tutto ciò che voglio, senza fare domande. Come artista, avere la libertà di creare ciò che ho in mente è la cosa più bella”. Questa primavera, nell’arco di due giorni, dipingendo nelle pause del suo orario di lavoro e aiutandosi con un elevatore, AC2 ha affidato alla strada l’immagine di Ralph realizzata in scala monumentale, per un omaggio totale allo stilista. “Lui è un newyorchese autentico”, afferma AC2. “È qualcosa che non si può sostituire”.
- IMMAGINI PER GENTILE CONCESSIONE DI AC2BSK



