Il mondo di Ralph Lauren, autentico e senza tempo
maggio 2026
RL/Cultura

Consegna speciale

Per celebrare il 250° anniversario degli Stati Uniti, il Servizio Postale americano ha invitato Ralph Lauren a creare una collezione di francobolli commemorativi.
Un affidabile pickup consumato dal tempo su una strada di campagna. L’Empire State Building di New York, splendente in una serata autunnale, simbolo maestoso della potenza dei sogni. Cavalli che corrono liberi nelle vaste pianure del West. Nel corso di quasi sessant’anni di carriera come stilista, Ralph Lauren si è profondamente ispirato alla poesia visiva dell’America, alle sue fervide tradizioni, ai suoi splendidi scenari naturali e alla sua straordinaria maestria artigianale. Senza dubbio è l’America – la terra dove tutti possono condividere il sogno – ad averlo influenzato e ad avere plasmato più di ogni altra cosa la sua inesauribile creatività.
“Amo l’America”, afferma Ralph, “e queste immagini simboleggiano i tanti ideali e le tante aspirazioni che ci uniscono.
Ora, mentre il paese si appresta a celebrare il suo 250° compleanno, il Servizio Postale statunitense ha invitato Ralph a curare un’emissione speciale di francobolli commemorativi. Il risultato è “American Icons”, una serie di 13 francobolli che celebrano l’essenza della nazione americana. Selezionate in parte dallo straordinario archivio visivo di Ralph e da illustrazioni che lo hanno ispirato, le immagini incarnano i valori condivisi dell’America e ne incarnano il tessuto più autentico, fatto di libertà, indipendenza, uguaglianza, opportunità e ricerca della felicità.
“Amo l’America”, afferma Ralph, “e queste immagini simboleggiano i tanti ideali e le tante aspirazioni che ci uniscono. Sono le icone del nostro paese – autentiche, senza tempo e tramandate di generazione in generazione – e riflettono il sogno di una vita migliore che mi ha sempre ispirato”.

Renewed Glory

How Ralph Lauren helped conserve the Star-Spangled Banner

Per Francis Scott Key, fu la maestosa vista di una bandiera americana che sventolava su Fort McHenry all’alba nel 1813 a ispirarlo a scrivere “The Star-Spangled Banner” (La bandiera adorna di stelle). Per 25 ore, le navi inglesi avevano bombardato il forte americano. Al mattino, come scrisse Key, la bandiera sventolava ancora... “sul paese degli uomini liberi e sulla dimora dei coraggiosi”. Quella bandiera, da sempre conosciuta come la Star-Spangled Banner, è ora tra i tesori più venerati d’America con milioni di visitatori che si recano ogni anno alla Smithsonian Institution di Washington, D.C. per renderle omaggio. Com’è noto, la bandiera sopravvisse ai bombardamenti ma nel 1998 era ormai deteriorata dal tempo, mostrava segni di usura e necessitava di interventi di restauro. Fu allora che Ralph Lauren si fece avanti.
La Star-Spangled Banner il giorno in cui arrivò allo Smithsonian nel luglio del 1907.
Nella sua vita e nel suo lavoro, Ralph è sempre stato profondamente colpito dal modo in cui certi simboli iconici esprimono gli ideali e le aspirazioni degli americani, e la bandiera rappresenta il passato e il futuro della nazione come nessun’altra immagine riesce a fare. Ralph si è fatto promotore della raccolta fondi necessaria per contribuire a salvare la Star-Spangled Banner. Dopo un attento restauro, la bandiera è stata trasferita in un’apposita stanza ad ambiente controllato dello Smithsonian, dove la Star-Spangled Banner, che misura 9 x 10 metri, è ora il fulcro di una mostra permanente che illustra ai visitatori la battaglia che ispirò l’inno nazionale, racconta un secolo di iniziative per preservare la bandiera stessa ed esplora la simbologia della bandiera nella storia americana. “Io sono il prodotto del sogno americano”, afferma Ralph, “e la bandiera ne è il simbolo. La sua tutela e la sua conservazione sono fondamentali affinché chi verrà dopo di noi possa comprendere il patrimonio della nostra nazione e gli ideali su cui gli Stati Uniti sono stati fondati. La Star-Spangled Banner è stata fonte di ispirazione per Francis Scott Key. Ed è stata fonte di ispirazione per me”.