Il mondo di Ralph Lauren, autentico e senza tempo

Bellezza
in fiore

Abbiamo chiesto alla celebre fiorista Emily Thompson di realizzare tre composizioni primaverili con le nostre nuove ceramiche Burleigh: ecco le sue creazioni personalizzate

Emily Thompson – celebre fiorista residente a New York le cui composizioni selvagge e rampicanti hanno decorato la Casa Bianca e il MoMA, oltre a innumerevoli abitazioni chic – è nota per il suo gusto per l’imprevedibilità. Formatasi come scultrice classica (ha conseguito una laurea in Belle Arti presso la UCLA), Thompson ama giocare con struttura, proporzioni ed elementi vegetali anticonvenzionali (come le siepi da giardino e le comuni erbacce) per creare composizioni semplicemente uniche che coniugano in modo mirabile disciplina strutturale e arte botanica astratta. “Quello che cerco di fare è mostrare alle persone quanto interessante sia il mondo della natura, piuttosto che appagarle con l’effimera soddisfazione di una peonia gigante”, spiega, mentre gira intorno a un mucchio di ranuncoli disposti su un bancone all’interno del suo studio a Chelsea.

Oggi, Thompson sta lavorando a tre composizioni esclusive da abbinare alle nuove ceramiche Ralph Lauren realizzate in collaborazione con Burleigh, rinomato produttore inglese di porcellane, e ispirate ai tessuti americani vintage. “L’espressione che utilizziamo da queste parti è ‘vogliamo mangiare il vaso’”, spiega Thompson, chiarendo che si tratta di un approccio che vede boccioli e rami tracimare strategicamente dal recipiente in modi originali. “Questi vasi Burleigh presentano stampe botaniche davvero magnifiche e non devono restare anonimi: il loro carattere deve interagire e giocare con i materiali”, afferma. I pezzi selezionati dall’artista – una fruttiera e due caraffe – sono ideali per contenere composizioni pensate non solo per catturare lo sguardo ma, com’è nel suo stile, anche per arredare con classe. “Le proporzioni sono semplici e le dimensioni davvero perfette in casa”, afferma Thompson. Che aggiunge: “Se dovessi dare consigli a qualcuno che cerca di lavorare con questi materiali, direi che l’esagerazione delle proporzioni e il contenimento della materialità dovrebbero essere i concetti principali quando si utilizzano sfalci da giardino, scorte di supermercato o le ampie possibilità di scelta che il mercato dei fiori ha da offrire”. Di seguito, i dettagli delle tre creazioni di Emily Thompson insieme ai suoi suggerimenti per realizzarle a casa, in tempo per le piacevoli giornate di sole in arrivo.

Ranuncoli Butterfly e begonie in una caraffa etrusca Faded Peony

“Questa composizione è realizzata usando materiali che potrebbero sembrare insoliti, ma che in realtà sono facilmente accessibili. I ranuncoli Butterfly presentano innumerevoli, magnifiche variazioni di marrone e rossastro. Li ho abbinati alle foglie scure di una begonia vellutata, una pianta d’appartamento alla portata di tutti. L’obiettivo è utilizzare materiali che si discostino da quelli più tradizionali e commerciali. Dal punto di vista visivo, l’effetto è quello di un’esuberante nuvola di movimento intorno al vaso”.
“Questa composizione è realizzata usando materiali che potrebbero sembrare insoliti, ma che in realtà sono facilmente accessibili. I ranuncoli Butterfly presentano innumerevoli, magnifiche variazioni di marrone e rossastro. Li ho abbinati alle foglie scure di una begonia vellutata, una pianta d’appartamento alla portata di tutti. L’obiettivo è utilizzare materiali che si discostino da quelli più tradizionali e commerciali. Dal punto di vista visivo, l’effetto è quello di un’esuberante nuvola di movimento intorno al vaso”.
“Questi sono bulbi e fiori che non si vedono spesso in giardino, eppure all’inizio della primavera creano una grande attesa per l’arrivo della stagione. Il senso di limitazione e l’anticipazione di qualcosa fuori stagione danno vita a un effetto particolarmente piacevole. Le nostre composizioni devono riflettere il nostro ambiente. Le proporzioni di questi vasi sono molto semplici e le dimensioni sono perfette in casa. Se si preferisce, si può anche ingrandire un po’ questa composizione, ma resta una creazione molto pratica, magnifica da sistemare su una cucina con isola o su un mobile”.
“Questi sono bulbi e fiori che non si vedono spesso in giardino, eppure all’inizio della primavera creano una grande attesa per l’arrivo della stagione. Il senso di limitazione e l’anticipazione di qualcosa fuori stagione danno vita a un effetto particolarmente piacevole. Le nostre composizioni devono riflettere il nostro ambiente. Le proporzioni di questi vasi sono molto semplici e le dimensioni sono perfette in casa. Se si preferisce, si può anche ingrandire un po’ questa composizione, ma resta una creazione molto pratica, magnifica da sistemare su una cucina con isola o su un mobile”.

Epimedium, leucothoe e filodendro in una caraffa Garden Vine

“Questa è una scelta perfetta se si desidera creare una composizione dal sapore boschivo. Al centro di questa creazione c’è l’epimedium, un fiore da giardino davvero molto comune caratterizzato da un bellissimo fogliame e da una breve fioritura in primavera. È tutta questione di texture e screziature, qualcosa su cui amo ritornare continuamente. Quando creo una composizione, voglio che le persone provino a osservarla un po’ più attentamente di quanto non farebbero normalmente. Qui è presente anche il leucothoe – un comune arbusto molto resistente e spesso ingiustamente snobbato – e il filodendro, una pianta d’appartamento che in vaso ha una vita lunghissima. Ho provato a trasformare il loro aspetto ceroso e tropicale, facendoli assomigliare a qualcosa che potrebbe trovarsi in una zona umida e acquitrinosa”.
“Questa è una scelta perfetta se si desidera creare una composizione dal sapore boschivo. Al centro di questa creazione c’è l’epimedium, un fiore da giardino davvero molto comune caratterizzato da un bellissimo fogliame e da una breve fioritura in primavera. È tutta questione di texture e screziature, qualcosa su cui amo ritornare continuamente. Quando creo una composizione, voglio che le persone provino a osservarla un po’ più attentamente di quanto non farebbero normalmente. Qui è presente anche il leucothoe – un comune arbusto molto resistente e spesso ingiustamente snobbato – e il filodendro, una pianta d’appartamento che in vaso ha una vita lunghissima. Ho provato a trasformare il loro aspetto ceroso e tropicale, facendoli assomigliare a qualcosa che potrebbe trovarsi in una zona umida e acquitrinosa”.
“La cosa fantastica di questa combinazione è che, anche se alcuni fiori dovessero cadere, ci sono boccioli che continuano a schiudersi. Con una composizione del genere, è importante non aver paura di mettersi un po’ in gioco, sentendosi liberi di sperimentare qualche modifica quando i fiori cambiano e cadono, senza il timore di rovinare qualcosa”.
“La cosa fantastica di questa combinazione è che, anche se alcuni fiori dovessero cadere, ci sono boccioli che continuano a schiudersi. Con una composizione del genere, è importante non aver paura di mettersi un po’ in gioco, sentendosi liberi di sperimentare qualche modifica quando i fiori cambiano e cadono, senza il timore di rovinare qualcosa”.

Corniolo in fiore, rosa di quaresima e begonia in una fruttiera media Faded Peony

“Adoro lavorare con i rami, e il corniolo in fiore è uno dei più evocativi grazie alla sua forma ricca di contorsioni. In questa composizione sono inseriti in un flower frog, un supporto realizzato con una tecnica giapponese che permette il passaggio di una grande quantità d’aria. Può essere facilmente fissato alla fruttiera con un materiale adatto, un adesivo disponibile in commercio che non si stacca quando si aggiunge acqua. L’obiettivo è mantenere visibile lo splendido interno della fruttiera e creare quasi la sensazione di tuffarcisi dentro. Ho aggiunto la rosa di quaresima, il primo fiore che fiorisce nella neve insieme al bucaneve. Sono fiori a cinque petali ma hanno una relazione diretta con la forma del corniolo, e questa ripetizione è ciò che cercavo. Gli unici altri materiali presenti sono alcune foglie di begonia. Le ho disposte per lo più sulla parte posteriore, così che possano essere apprezzate da chi osserva la composizione da dietro”.
“Adoro lavorare con i rami, e il corniolo in fiore è uno dei più evocativi grazie alla sua forma ricca di contorsioni. In questa composizione sono inseriti in un flower frog, un supporto realizzato con una tecnica giapponese che permette il passaggio di una grande quantità d’aria. Può essere facilmente fissato alla fruttiera con un materiale adatto, un adesivo disponibile in commercio che non si stacca quando si aggiunge acqua. L’obiettivo è mantenere visibile lo splendido interno della fruttiera e creare quasi la sensazione di tuffarcisi dentro. Ho aggiunto la rosa di quaresima, il primo fiore che fiorisce nella neve insieme al bucaneve. Sono fiori a cinque petali ma hanno una relazione diretta con la forma del corniolo, e questa ripetizione è ciò che cercavo. Gli unici altri materiali presenti sono alcune foglie di begonia. Le ho disposte per lo più sulla parte posteriore, così che possano essere apprezzate da chi osserva la composizione da dietro”.
“Questa composizione potrebbe fungere da centrotavola, magari riconfigurandola un po’ in modo che sia più bassa e non copra la visuale. Grazie alla sua forma e dimensione, potrebbe stare bene su un tavolo da pranzo grande, su una mensola del caminetto abbastanza profonda (è molto bella davanti a uno specchio), o in una cucina con isola per un tocco più casual. In termini di colore, non è particolarmente calda. È come un tipo di acido che rivela la comparsa di qualcosa che non si riesce ancora a vedere bene. Mi affascinano molto i principi del wabi-sabi e le cose che a volte mostrano qualche danno, ma affinché appaia come qualcosa di intenzionale, è necessario che sia realizzato con precisione estrema”.
“Questa composizione potrebbe fungere da centrotavola, magari riconfigurandola un po’ in modo che sia più bassa e non copra la visuale. Grazie alla sua forma e dimensione, potrebbe stare bene su un tavolo da pranzo grande, su una mensola del caminetto abbastanza profonda (è molto bella davanti a uno specchio), o in una cucina con isola per un tocco più casual. In termini di colore, non è particolarmente calda. È come un tipo di acido che rivela la comparsa di qualcosa che non si riesce ancora a vedere bene. Mi affascinano molto i principi del wabi-sabi e le cose che a volte mostrano qualche danno, ma affinché appaia come qualcosa di intenzionale, è necessario che sia realizzato con precisione estrema”.
ANTONINA JEDRZEJCZAK è editor di RL Mag.
  • Fotografie di Deirdre Lewis