La camicia Oxford
Storia di un capo ideato per la vita sportiva e divenuto un simbolo dello stile collegeLa camicia Oxford, insieme al blazer navy, alla polo e a un buon paio di jeans, occupa un posto di assoluto rilievo nel guardaroba di un uomo: è un capo semplicemente imprescindibile.
Ma non è stato sempre così. Questo pilastro del look preppy ha avuto origine in una manifattura scozzese del XIX secolo. Lì, un produttore tessile (il cui nome si è perduto nel tempo) realizzò quattro tessuti battezzandoli con i nomi delle più rinomate università: Oxford, Harvard, Cambridge e Yale. Ognuno di questi tessuti aveva una propria peculiare caratteristica, ma solo quello denominato Oxford ha resistito ai decenni, grazie alle sue doti di versatilità, resistenza e alla trama robusta che aumenta il proprio fascino con il tempo e con l’uso.Tutte queste qualità hanno contribuito a fare dell’Oxford, verso la fine del XIX secolo, il tessuto preferito dai giocatori di polo inglesi, che presero l’abitudine di fissare con una spilla il colletto delle loro divise per evitare che gli sbattesse sul viso durante le partite. Presto le spille lasciarono il posto ai bottoni: nacque così la camicia Oxford come tutti oggi la conosciamo.
Non ci volle molto tempo perché questa innovazione sbarcasse oltreoceano: negli ultimi anni dell’800 la camicia fece la sua prima apparizione negli Stati Uniti, dove il suo stile casual e le sue radici sportive le assicurarono grande popolarità, complice anche la nuova moda maschile che, proprio in quegli anni, vedeva gli uomini liberarsi dai colletti rigidi e dall’eccessivo formalismo del periodo vittoriano. A consacrare definitivamente il successo di questo capo sono state le numerose icone di eleganza maschile che, nei decenni successivi, lo hanno sfoggiato sul grande schermo o nelle loro apparizioni pubbliche: Fred Astaire, ad esempio, indossava una camicia Oxford bianca nella famosa scena sui pattini nel film del 1937 Voglio danzare con te, mentre il presidente americano John F. Kennedy è stato fotografato con addosso una Oxford innumerevoli volte negli anni ’40, ’50 e ’60. Miles Davis ne ha indossato una versione in verde per la copertina del suo album del 1958 Milestones.
La camicia Oxford divenne uno degli articoli più richiesti anche nei negozi d’abbigliamento dei campus universitari, e negli anni ’60 era ormai un simbolo del look in stile Ivy League – da sempre tra le principali fonti di ispirazione per Ralph Lauren, che ha presentato la sua esclusiva versione della camicia agli inizi della storia di Polo. Nel 1971, è stata la volta della prima Oxford da donna firmata Ralph Lauren, che ha segnato l’arrivo anche di un’altra icona della maison: il pony Polo ricamato, originariamente presente sul polsino della camicia.
Nel corso degli anni, Ralph Lauren ha proposto innumerevoli varianti della sua iconica Oxford, dall’esuberante Big Oxford oversize del 1991 alla camicia western in Oxford di cotone realizzata per la collezione primavera 2017. Lo stesso tessuto, inoltre, è stato impiegato anche al di fuori della camiceria: per la primavera del 1973, lo stilista ha creato un abito da uomo in tessuto Oxford e, dieci anni dopo, la collezione Ralph Lauren Home includeva una linea di lenzuola realizzate con questa stoffa.
Come lo stesso Ralph Lauren ha spiegato una volta, “Ho cominciato attingendo alla tradizione, ma non mi sono mai lasciato vincolare da essa”.
- Tutte le fotografie per gentile concessione di Ralph Lauren Corporation



