Il Q&A di RL: Jessica Chastain
Il volto di Woman, il nuovo profumo di Ralph Lauren, parla di femminilità, potere e del suo sogno per la prossima generazioneChe debba affrontare la lobby delle armi in Miss Sloane - Giochi di potere, guidare una missione su Marte in Sopravvissuto - The Martian , o tenere testa ai suoi superiori nei panni di un’agente della CIA in Zero Dark Thirty, Jessica Chastain imprime a ogni ruolo che interpreta un carattere inimitabile fatto di potenza e grazia. Lo stesso vale per i suoi impegni lontano dagli schermi: dal Festival di Cannes 2017 – dove, in qualità di giurata, ha eloquentemente richiamato l’attenzione sulla necessità di ruoli femminili più forti nel cinema – fino alla campagna per il nuovo profumo di Ralph Lauren, alla quale ha prestato il volto posando con grande personalità davanti all’obiettivo di Steven Meisel.
Parlando con la Chastain, diventa subito chiaro che non si accontenta di difendere i diritti delle donne: lei difende le donne, senza limitazioni. E lo fa a tutti i livelli, qualunque sia la loro estrazione e la loro storia, lottando perché tutte possano tracciare da sé i propri destini e scrivere le proprie storie.
Tutto ciò ha reso la Chastain la scelta perfetta per rappresentare Woman, l’ultimo profumo di Ralph Lauren, ispirato proprio alle qualità incarnate dall’attrice: potenza, grazia e forza. È una celebrazione di quel genere di donne che vorrebbe vedere più spesso sul grande schermo, donne che “perseguono le proprie ambizioni, e le cui scelte non sono condizionate dagli uomini che gravitano intorno a loro. Giudicano il mondo dal proprio punto di vista”.
In questa intervista, la Chastain offre il suo punto di vista su ciò che significa oggi essere una donna forte e di successo, e racconta la sua esperienza come volto di Woman per Ralph Lauren.
Cosa l’ha spinta a partecipare a questa campagna?
La donna Ralph Lauren, per come la vedo io, incarna tendenze contrastanti. È moderna, ma anche senza tempo. È raffinata e forte. Sensuale e sofisticata. Proviene da epoche diverse. Ed è unica. È per questo che è così entusiasmante essere il volto di questa campagna, perché viviamo in un momento storico in cui il concetto di femminilità è in fase di ridefinizione. E sento che la donna Ralph Lauren esprime esattamente questa trasformazione.
In quali modi ritiene che il concetto di femminilità si stia ridefinendo?
Penso che proprio adesso il mondo stia cambiando. In passato, le donne ambiziose, perfezioniste o con doti da leader erano viste dalla società come una sorta di negazione della figura femminile, mi spiego? Qualità come l’ambizione e la leadership erano percepite come prettamente maschili.
Ma non sono affatto qualità maschili. Una donna può essere ambiziosa. Può essere una leader. Può essere perfezionista. Può essere forte e aggressiva ma allo stesso tempo gentile e compassionevole.
I dualismi di cui parlava.
Penso che un mondo senza dualismi sia un mondo molto noioso. [Ride.] Pensiamo al mondo com’era una volta, quando le donne erano sempre moderate e sensibili, e gli uomini sempre forti e aggressivi. Oggi sappiamo che gli uomini possono essere sensibili. E che le donne possono essere forti. Dunque, un mondo senza dualismi è un mondo fatto solo di stereotipi.
Ognuno di noi nasconde delle contraddizioni dentro di sé. Possiamo essere incredibilmente appassionati e anche molto aggressivi. Incredibilmente coraggiosi e anche gentili. E penso che più conosciamo gli altri in modo autentico, più ci rendiamo conto che ognuno di noi presenta dentro di sé contraddizioni e dualismi. Ed è questo a renderci così affascinanti.
Come è cambiata la definizione di potere?
Una volta eravamo soliti considerare il potere una peculiarità maschile. Era sinonimo di forza, in qualche modo di aggressività. Oggi, quando penso al termine potere, penso a qualcuno in grado di compiere scelte nella propria vita e definire le proprie regole, i propri confini. Questo per me significa potere. Quindi non ritengo che appartenga a un genere piuttosto che a un altro. Io lo rivendico per me stessa.
PromuovendoMiss Sloane l’anno scorso, ha dichiarato quanto fosse importante per lei mostrare le imperfezioni del suo personaggio. Cosa intendeva dire?
Penso sia molto importante mostrare le donne come creature imperfette, perché c’è qualcosa di non autentico nel tentativo di essere perfetti. Essere donne significa tante cose. Essere uomini significa tante cose. E se impariamo ad accettare i nostri difetti, i nostri desideri, il nostro amore, le nostre paure, le nostre ansie, le nostre passioni e i nostri obiettivi, se impariamo ad accettare i nostri sogni, allora troveremo davvero il nostro posto nel mondo. È un grande passo in avanti riconoscere che una donna può essere tutto ciò che desidera.
Sono l’unica a conoscere la mia password di Instagram, quindi se c’è qualche errore è colpa mia. Quando stavo decidendo se aprire o meno una pagina social, sentivo che era importante creare qualcosa che trasmettesse positività. Dobbiamo fare attenzione alle tracce che lasciamo nel mondo, al contributo che diamo. Tutto ciò che cerco di fare è trasmettere positività al mondo. E giuro, è contagioso! Ciò che dai, ti viene restituito. Se posso pubblicare qualcosa che mi ispira, probabilmente da qualche parte una ragazza lo leggerà e ne sarà ispirata a sua volta.
Si sente così anche quando sceglie una parte in un film?
Quando interpreto un personaggio, spero che una bambina andando al cinema dirà: “Risolverò l’equazione della gravità. Salverò il mondo. Lavorerò nel campo della fisica quantistica. Diventerò un’astronauta. Salverò i rifugiati e aprirò loro la mia casa. Andrò...” – ecco, nel caso di questa donna che interpreto, Catherine Weldon [in Woman Walks Ahead]– “Andrò nel Dakota e lotterò per i diritti degli indigeni”. Se posso essere di ispirazione utilizzando qualsiasi strumento a mia disposizione, che siano i social media o il mio lavoro, allora sento che sto dando un contributo positivo.
Cosa augura alla prossima generazione di donne?
Se volgo lo guardo al passato, vedo tante storie nascoste di donne che hanno rischiato tutto, che hanno aperto la strada a me, alle mie sorelle e a tutte le bambine là fuori. Come Belva Lockwood, che fu la prima donna a candidarsi alla presidenza degli Stati Uniti, prima ancora che le donne acquisissero il diritto di voto. Ottenne 4000 voti; il che vuol dire che 4000 uomini votarono per lei. Se volgo lo sguardo a queste donne, provo un enorme sentimento di gratitudine, amore e ammirazione. E mi emoziono per tutte le bambine che fra vent’anni penseranno alle donne che oggi stanno tracciando nuovi sentieri per loro.
- FOTOGRAFIA DI STEVEN MEISEL
- PER GENTILE CONCESSIONE DI RALPH LAUREN CORPORATION



