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Il Q&A di RL Billy Horschel

Con un regime di allenamento rigoroso e un occhio allo stile, il campione FedExCup 2014 è pronto a migliorare ulteriormente le sue prestazioni
La nuova generazione ha conquistato il gioco del golf professionale, prendendo seriamente sia il tenersi in forma che lo stile. Nessuno incarna meglio questo concetto di Billy Horschel, vincitore della FedExCup 2014 e testimone orgoglioso dell'abbigliamento da golf Ralph Lauren. RL Magazine ha recentemente incontrato il ventottenne campione di golf per parlare del suo intenso regime di allenamento e delle sue astute tattiche sul campo.

RL Magazine: Qual è il tuo atteggiamento per affrontare la stagione in arrivo?
Billy Horschel: Lo scorso anno è stato ovviamente, fino a questo momento della mia giovane carriera, il migliore di sempre e si è trattato di un avanzamento al livello successivo. È stato bello essere il campione, con tutto ciò che comporta ma nel 2015, mi concentrerò a lavorare sodo, come faccio sempre, cercando di migliorarmi in tutte le aree del golf, che si tratti del fitness, forza, flessibilità, gioco corto. Io e la mia squadra non abbiamo bisogno di ricominciare da zero; sappiamo che possiamo operare al massimo livello grazie ai risultati conseguiti alla FedExCup. Ciò che stiamo cercando di fare è attuare piccoli cambiamenti che mi permettano di essere più costante nel mio gioco.

Quanto è importante il tuo regime di allenamento?
Quello che faccio in palestra mi ha aiutato molto sul campo da golf. Ho due allenatori: Jeff Fronk e Randy Myers. Jeff è il mio preparatore atletico e Randy è il mio allenatore. Sono entrambi grandiosi e si assicurano sempre che tutto sia nella giusta condizione. Senza mai fermarsi. Non prendo pause in palestra, è anche una sfida mentale, magari sono a metà percorso e sono esausto eppure mi sforzo per arrivare fino in fondo. Quando sono sul campo da golf e mi imbatto in una sfida, so che posso farcela grazie a ciò che ho fatto in palestra. Ho aumentato la massa muscolare e la forza, e in questo momento il mio problema più grande è che non ho lavorato abbastanza, come avrei voluto, sulla flessibilità ma ci stiamo lavorando per recuperare.

Su quali aree ti concentri maggiormente durante i tuoi allenamenti?
Cerco di aumentare la forza nelle gambe e di assicurarmi che il cuore sia forte così da avere la capacità di far avanzare la palla e controllarla allo stesso tempo. Non sono molto flessibile quindi è difficile per me fare le cose che vorrei con lo swing ma ci sto lavorando.

Su quali aree del tuo gioco ti stai concentrando di più?
Il mio gioco corto, lo scrambling intorno al green, l'essere più costante, il colpire un paio di palle su e giù per mantenere un buon gioco. Poi, colpire da 70 a 115 metri, e infine, provare a ottenere una distanza maggiore. Sento che la mia forma fisica è molto buona ma ho perso un po' di flessibilità e con essa un po' di esplosività, quindi stiamo cercando di mantenerla ed incrementarla per aumentare la distanza.

 Il campione della FedExCup 2014 guarda al futuro e agli “obiettivi molto più grandi e migliori” che lo attendono
Il campione della FedExCup 2014 guarda al futuro e agli “obiettivi molto più grandi e migliori” che lo attendono
So che non ho ancora raggiunto il massimo delle mie capacità golfistiche.
 Per Billy Horschel, la flessibilità è un fattore essenziale per guadagnare distanza sul campo
Per Billy Horschel, la flessibilità è un fattore essenziale per guadagnare distanza sul campo

Per un campionato importante ti prepari in modo diverso rispetto a un classico torneo?
Per il British Open, sicuramente. Poiché bisogna affrontare il vento, cercando di colpire la palla di più e tirare alcuni colpi di gioco corto lungo il campo. Per gli U.S. Open bisogna assicurarsi di colpire la palla molto bene in quella settimana, per cui durante quella precedente è necessario lavorare sullo swing e la pendenza, dato che agli U.S. Open ci sono alcuni putt e putt par che distano 3 metri e per imbucarli, occorre mantenere lo slancio.

Cosa fai quando non gareggi?
Vado sul campo alle 7 e gioco dalle 7 alle 12. Di solito si tratta di tre ore e mezzo di gioco corto, cunei e posizionamento e poi di colpire le palle. Poi faccio una pausa da mezzogiorno fino alle 2, vado in palestra dalle 2 alle 3 e poi, se mi va, mi faccio un nove buche o mi prendo il resto della giornata libera.

Il golf è un gioco di alti e bassi. Qual è il tuo modo per prenderti la rivincita, se necessario? 
Ho molta fiducia in me stesso. Se sto giocando bene e accade una cosa del genere, ora che sono un po' più saggio e più maturo, riesco a non pormi troppi dubbi e cogliere gli aspetti positivi, non solo i negativi. Ho sempre avuto la capacità di prendermi la rivincita rapidamente e proseguire verso il prossimo obiettivo. Forse non l'ho sempre fatto in maniera regolare ma ora sento di potermi lasciare tutto alle spalle e andare avanti, per concentrarmi sulle cose positive.

Ritieni che la tua condizione mentale sia migliorata? 
La mia condizione mentale l'anno scorso è migliorata molto, così come la mia organizzazione sul campo. Il motivo per cui sto lavorando con Mark Horton [un esperto di statistica] è che mi ha aiutato a capire meglio il mio gioco e mi ha aiutato a gestirlo ogni settimana sui campi da golf. E mi ha dato dei buoni consigli, innescando qualcosa nella mia mente che mi ha fatto capire che se mi attengo al piano di gioco, tutto dovrebbe funzionare correttamente. Non sempre è possibile farlo ma cercare di mantenere il proprio piano di gioco e per la maggior parte del tempo fa sì che le cose vadano come desideriamo.

Hai detto che hai fatto dei sogni che si sono avverati. Puoi spiegarci meglio?
[Ride] È qualcosa che ho provato tutta la mia vita, non che ogni sogno che abbia fatto si sia avverato, probabilmente meno di una manciata, eppure ce ne sono stati un paio che si sono avverati con un effetto déjà vu. Ho fatto un sogno che riguardava la FedExCup, più o meno lo scorso gennaio, ed era vago. Tuttavia, quando è successo, mi è subito tornato alla mente.

È stata una conferma per te aver vinto la FedExCup lo scorso anno?
No, perché so quanto valgo. So che tipo di giocatore sono adesso e quello che mi aspetta. So che non ho ancora raggiunto il massimo delle mie capacità golfistiche. Vincere la FedExCup non è stato un modo per provare qualcosa a me stesso; è stato soltanto un incredibile risultato e il conseguimento di obiettivi e di stabilità finanziari che non avrei mai immaginato di raggiungere a 28 anni. Qualcuno potrebbe vederlo come un anno di svolta ma sento che ci sono ancora obiettivi molto più grandi e migliori ad attendermi.

Reporting by Emily Arnow. She is an avid traveler, a craft-beer lover and an aspiring yogi. She lives in New York City.
  • TUTTE LE FOTOGRAFIE PER GENTILE CONCESSIONE DI RALPH LAUREN CORPORATION