Capolavori in miniatura
Perfetti su un’elegante scrivania, questi favolosi modellini di automobili danno una marcia in più allo stile di ogni ufficioFin dall’acquisto della sua prima vettura – una Morgan 4/4 del 1961 color crema con sedili in pelle rossa – Ralph Lauren ha affidato la cura delle sue auto a un gruppo rigorosamente selezionato di appassionati. Paul Russell, restauratore di auto d’epoca di fama mondiale, ha riportato in vita molte di esse nel suo laboratorio nel Massachusetts, mentre Mark Reinwald, tecnico e curatore di auto, sovrintende alla loro manutenzione presso il garage di Ralph Lauren nella contea di Westchester, New York, dove sono custodite la maggior parte delle sue oltre 80 vetture.
Non stupisce dunque che Ralph Lauren abbia scelto Sandy Copeman, cofondatore di Amalgam Collection (una società britannica che produce sofisticati modellini di automobili da oltre 30 anni), per creare delle repliche perfette in scala 1:8 dei 17 veicoli più straordinari della sua collezione. L’azienda ha prodotto una serie in edizione limitata di 99 pezzi per ciascuna vettura, disponibili in negozi Ralph Lauren selezionati in tutto il mondo.
“Le automobili”, ha detto Ralph Lauren, “possono raccontare tanto di te quanto i tuoi abiti”. Proprio come una collezione che rivela interessi molteplici e un occhio attento per gli oggetti raffinati.
“La collezione di Ralph Lauren è probabilmente la più importante al mondo”, afferma Copeman. “Il livello è eccezionale. Ralph è stato in grado di mettere insieme i migliori esemplari di ciascuna delle auto della collezione”.
Diversamente dalla maggior parte delle collezioni di lusso, focalizzate su un singolo marchio o su una singola epoca, le auto di Ralph Lauren sono accomunate da tre semplici caratteristiche: velocità, stile e bellezza, evidenti in ciascun modello, dall’elegante e scultorea Bugatti Type 57SC Atlantic Coupé del 1938 fino alla supercar McLaren F1 del 1996. La sua Mercedes Benz 300 SL coupé “Ali di gabbiano” del 1955 è stata l’auto di serie più veloce del suo tempo e la prima a utilizzare l’iniezione diretta nei cilindri, per una velocità massima di circa 260 chilometri orari. Il modellino che la riproduce è il più amato tra quelli che Copeman e il suo team hanno realizzato utilizzando le tecnologie più moderne accanto alle più antiche e nobili tecniche artigianali tradizionali.
“La gente ci chiede spesso se usiamo la stampa 3D per realizzare i nostri modelli: lo facciamo per la creazione dei pezzi grezzi, ma lo sviluppo di questa tecnologia è ben lontano dal permetterci di utilizzarla per ottenere componenti accuratamente rifiniti, verniciati e placcati”. Così lontano che ogni modello di Amalgam è per il 90% assemblato a mano, comprese le ruote con raggi filettati, incredibilmente complesse, composte da 160 pezzi di filo di acciaio e alluminio. Il solo modellino Bugatti è composto da circa duemila parti, tra cui un volante realizzato in legno autentico e stampato con un motivo a grana più fine in linea con la scala del modello.
Nei modellini di auto realizzati da Amalgam, la cura per il dettaglio è importante all’interno quanto lo è all’esterno
Questa attenzione al dettaglio è altrettanto importante sotto il cofano. Oltre a presentare portiere perfettamente funzionanti, i modelli Amalgam si aprono per rivelare il vano motore, grazie a un sistema di piccoli cinturini in cuoio sbloccabili tramite una pinzetta in dotazione con il modello. Anche il bagagliaio è apribile, e custodisce una ruota di scorta: ogni componente, sia interno che esterno, è realizzato con estrema cura da un selezionato team di modellisti che impiega oltre 3.000 ore di lavoro, a cui ne vanno aggiunte altre 300 per l’assemblaggio a mano.
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Poiché le carrozzerie di molte auto d’epoca sono realizzate con lamine di metallo battute a mano, Amalgam effettua anche una scansione digitale, che richiede fino a otto ore per ogni vettura, utilizzando sistemi industriali di scansione ottica 3D. Nemmeno le teste dei rivetti e i graffi possono sfuggire a una scansione digitale. Copeman e il suo team di tecnici hanno trascorso sei giorni nel garage di Ralph Lauren, più una sessione notturna finale durante la mostra L’Art de L’automobile a Parigi, catturando anche le minime sfumature delle scocche con la precisione di un decimo di millimetro. Le quasi mille fotografie ad alta risoluzione così ottenute sono risultate particolarmente importanti per le vetture più recenti della collezione, come la McLaren, che Amalgam ha replicato a partire dai dettagliati dati CAD (Computer-Aided Design) ottenuti dal produttore. Le fotografie hanno inoltre permesso al team di riprodurre il colore e il livello di lucentezza delle auto, come la tonalità arancio papaya della McLaren e il caratteristico rosso della Ferrari, utilizzando autentici sistemi di verniciatura per automobili.
“Sono stato conquistato dalla Ferrari dopo averla guidata una sola volta”, ha raccontato Ralph Lauren. “A un certo punto ho deciso di acquistare una Daytona Spyder, un’auto straordinaria. Quello è stato l’inizio della mia febbre da Ferrari”. Fortunatamente, Amalgam collabora da quasi vent’anni con Ferrari, di cui in origine ha riprodotto i modelli da pista più significativi della sua storia. Questa esperienza si è rivelata particolarmente preziosa quando si è trattato di replicare la Ferrari 375 Plus del 1954 (la più antica auto da gara endurance della collezione di Ralph Lauren e l’ultima di appena cinque esemplari prodotti) e la 250 GTO, che è probabilmente la Ferrari più preziosa mai realizzata.
“La bellezza di un’auto rappresenta per me un’esperienza totalizzante”, ha affermato una volta Ralph Lauren. “Non mi riferisco unicamente al suo aspetto, ma al modo in cui la si guida, alle sensazioni che trasmette sulla strada, al suono che produce, persino al suo odore. Ciascuna ha la propria personalità”. La sensibilità nel distinguere tutti questi aspetti migliora all’aumentare del tempo che si trascorre con la propria auto Ralph Lauren preferita, come ha fatto Russell quando ha dedicato quasi due anni al restauro della Bugatti dello stilista, uno dei soli quattro esemplari realizzati e dei due ancora esistenti.
“L’intera vettura, assemblata, aveva uno stile e una presenza grandiosi”, ha ricordato in seguito Russell, “ma, scomponendola, anche le singole parti in quanto tali si rivelavano meravigliose”.
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By Paul L. Underwood



