Le chiavi del tempo
Meglio le auto d’epoca o gli attrezzi usati per ripararle? Una nuova tipologia di collezionisti sembra avere le idee chiareBring a Trailer, il popolare sito di aste di automobili, non vende soltanto vetture straordinarie. “Che vi piaccia o no, ogni auto d’epoca avrà bisogno degli attrezzi prima o poi”, avverte una pagina chiamata “Parts and Automobilia – Tools”. A giudicare dal kit di attrezzi di una Porsche 959 della fine degli anni ’80, recentemente venduto per una cifra pari a 22mila dollari (non male per un semplice rotolo di pelle contenente una manciata di cacciaviti, chiavi inglesi e candele), sta nascendo un nuovo tipo di collezionista: il meccanico di lusso.
L’obiettivo di questo nuovo collezionista, se il kit della 959 è un valido indizio, non è solo quello di poter soddisfare in autonomia le eventuali esigenze di assistenza stradale. I cacciaviti di cui parliamo erano scintillanti esemplari HAZET, realizzati a mano in Germania in acciaio al cromo-vanadio, una lega metallica particolarmente resistente alla ruggine. C’erano anche diverse chiavi inglesi, oggetti dalla bellezza a sé stante. Realizzate con la stessa miscela di metalli, mostravano una solidità piacevole anche alla vista. Per non parlare del gancio ad anello (per il traino del veicolo), dei guanti in pelle o dello stesso rotolo degli attrezzi, che si abbina perfettamente agli interni in pelle grigio metallizzato della 959.
All’interno del garage immacolato di Vintage Bentley, dove i meccanici utilizzano solo strumenti originali o riproduzioni realizzate in loco. Trovare ciò di cui si ha bisogno può rivelarsi difficile. “Beh, ci sono voluti solo 28 anni”, racconta William Medcalf, il fondatore
All’interno del garage immacolato di Vintage Bentley, dove i meccanici utilizzano solo strumenti originali o riproduzioni realizzate in loco. Trovare ciò di cui si ha bisogno può rivelarsi difficile. “Beh, ci sono voluti solo 28 anni”, racconta William Medcalf, il fondatore
All’interno del garage immacolato di Vintage Bentley, dove i meccanici utilizzano solo strumenti originali o riproduzioni realizzate in loco. Trovare ciò di cui si ha bisogno può rivelarsi difficile. “Beh, ci sono voluti solo 28 anni”, racconta William Medcalf, il fondatore
In sostanza, sono piccoli capolavori sia di forma che di funzionalità (sebbene ciascuno degli strumenti del kit Porsche e di altri set vintage trovati online prometta il massimo proprio in quest’ultima). Si tratta di oggetti di design che possono essere di per sé una fonte di soddisfazione e che raccontano storie affascinanti, che è quello che si chiede agli oggetti da collezione. Sono anche rivelatori di buon gusto, di passione per il lusso e per la buona manifattura e di uno spiccato senso per la bellezza del quotidiano. Considerato che una Porsche 959 di recente ha raggiunto una valutazione di oltre 2 milioni di dollari, portare a casa un set di strumenti è un modo (relativamente) più accessibile per possedere una parte della storia di un’auto leggendaria.
Gli attrezzi sono un capitolo interessante nel grande libro della storia automobilistica. Come si può immaginare, la diffusione delle automobili all’inizio del XX secolo ha determinato un aumento della necessità di strumenti per ripararle, soprattutto prima che ci fosse un garage a ogni angolo. Come spiega Scott Gilbert, fondatore e lead designer di Blackbridge Motors, azienda specializzata nel restauro di auto d’epoca, per un certo periodo le auto erano dotate di strumenti speciali, alcuni dei quali funzionavano come elementi di fissaggio per cofani e bauli. Il design delle automobili non era ancora standardizzato e questo significava che, anche quando si riusciva a trovare un meccanico negli Stati Uniti, era possibile che non sapesse come riparare una particolare vettura, soprattutto se realizzata in Europa, dove la produzione automobilistica era più avanzata. Nasce da qui il successo di quell’immancabile personaggio presente in quasi tutti i drammi prebellici ambientati nella campagna inglese: l’autista che è contemporaneamente un meccanico. Poi arrivò Henry Ford con la sua catena di montaggio, che produceva auto standardizzate e avanzate. Seguì l’ascesa della figura del meccanico e, di pari passo, l’aumento del numero degli attrezzi.
Il kit di attrezzi di una Porsche 959 della fine degli anni ’80, mostrato sopra, è stato recentemente venduto per 22mila dollari su Bring a Trailer. Gli attrezzi sono fantastici di per sé, ma anche i posti in cui vengono custoditi non scherzano in quanto a impatto estetico, come questo mobiletto con ruote
Molti di questi oggi non esistono più. Gli stetoscopi usati un tempo per analizzare i rumori del motore sono scomparsi, così come i vulcanizzatori elettrici utilizzati per riparare gli pneumatici. Anche il manuale di riparazione si è evoluto. I meccanici dell’inizio del XX secolo consultavano un libro di riferimento in cinque volumi dell’American Technical Society; oggi, chi desidera cimentarsi autonomamente nella riparazione di un modello di auto attuale ha bisogno soltanto di leggere un PDF. Un’auto moderna “è fondamentalmente un computer su ruote”, afferma Gilbert, aggiungendo che la necessità di strumenti speciali, anche per i modelli Ferrari e Porsche più esclusivi, è oggi pressoché inesistente. Anche i proprietari di auto d’epoca, spiega, tendono a preferire attrezzature standardizzate per eliminare quello che lui definisce “il fattore fastidio”.
Ciò non significa che alcune marche di strumenti non siano più desiderabili di altre. Un esempio è Snap-on, azienda di utensileria meccanica con sede a Kenosha, nel Wisconsin, punto di riferimento del settore, rinomata per la sua storia nella produzione di strumenti eccezionalmente durevoli e belli anche da vedere. Nel 1920, l’ingegnere di Milwaukee Joseph Johnson fondò Snap-on con un quintetto di chiavi con manici e bussole intercambiabili e la promessa che “cinque di queste fanno il lavoro di 50”. Nel 1923, Snap-on brevettò il cricchetto.
Con gli strumenti successivi sono stati introdotti segnali acustici o luci lampeggianti per avvisare gli utilizzatori che avevano raggiunto la forza torcente desiderata; oggi, la velocità e la precisione dell’avvitatore pneumatico Snap-on da 3/8" rappresentano uno standard inarrivabile. Fatta questa premessa, anche se oggi questi attrezzi non hanno un aspetto significativamente diverso da quello di allora (almeno nel caso di Snap-on, i cui articoli sono stati utilizzati ovunque, dalla corsa Indy 500 alla superficie lunare grazie alla NASA), costano qualche centinaio di dollari in più rispetto alle altre opzioni offerte dal vostro negozio di ferramenta locale (o da eBay, se preferite).
William Medcalf, fondatore e CEO di Vintage Bentley, azienda britannica specializzata nel restauro automobilistico, è uno di quei collezionisti che apprezzano l’originalità e l’autenticità del vintage. Nel suo garage, i meccanici utilizzano solo strumenti originali o riproduzioni realizzate direttamente in loco, e non quella che lui definisce “spazzatura moderna”.
Per trovare ciò che cerca, Medcalf evita i siti come Bring a Trailer e si affida a quelli che gli inglesi chiamano “autojumble”, cioè vendite di pezzi di seconda mano. Trovare esattamente ciò di cui si ha bisogno può rivelarsi difficile. “Beh, ci sono voluti solo 28 anni”, racconta, divertito ma non troppo. “Oggi abbiamo tutti gli strumenti di cui abbiamo bisogno: strumenti manuali, attrezzi da officina, attrezzi speciali e strumenti per la costruzione dei motori”. In altre parole, ha tutto ciò che serve per aggiustare, ad esempio, un’indomabile Bentley Blower del 1929 come quella di Ralph, oltre agli attrezzi che occorrono per produrre nuove parti necessarie.
“Disponiamo di tutti gli strumenti per realizzare assali anteriori, componenti del motore e assali posteriori, alcuni dei quali pesano tonnellate”, spiega. “E li usiamo per la pressatura di componenti e così via. Gli utensili possono variare da una piccola chiave inglese a un blocco di acciaio da tre tonnellate dove realizzare un assale anteriore”.
Medcalf sostiene che poter vedere con i propri occhi un veicolo del genere insieme ai relativi attrezzi specifici sia una rara occasione fortunata. “Da cent’anni a questa parte, le persone rivendono le auto ma ne conservano gli attrezzi come una sorta di trofeo”, spiega. “È un peccato, ma vengono separati”.
Gli attrezzi sono fantastici di per sé, ma anche i posti in cui vengono custoditi non scherzano in quanto a impatto estetico. È possibile cavarsela con una spesa contenuta – una cassetta portautensili Trusco con finitura caramellata può essere acquistata per meno di cento dollari – ma può capitare di spendere molto: un KRL o un EPIQ di Snap-on di nuova produzione con un design degno di Bauhaus, con cabina a rotelle, raffinate finiture laccate e una garanzia a vita, può costare fino a 20mila dollari. Assicurarvi il modello vintage che fa per voi probabilmente non costerà così tanto (ad esempio, un magnifico armadietto Masters Series color foglia di tè del periodo “KR” si trova a 3.695 dollari su eBay; un mobiletto USAG di manifattura italiana è stato venduto per 13.250 dollari su Bring a Trailer), ma ovviamente ci vorranno tempo e fatica, soprattutto se siete interessati ai colori più rari, diversi dal tipico rosso ciliegia di Snap-on. E potrebbe essere necessario spedirlo un pezzo alla volta, come recita la vecchia canzone di Johnny Cash.
Se siete in cerca di ispirazione, Vehicle Service Pros pubblica da decenni la serie “Big-Time Boxes”, in cui vengono mostrati i meccanici sul posto di lavoro insieme ai loro preziosi armadi degli attrezzi, spesso personalizzati e decorati con fantastici adesivi ispirati al mondo automobilistico. Potete anche dare un’occhiata a CollectingSnapOn.com, un sito web che raccoglie manuali che risalgono a cento anni fa, storie dettagliate e, soprattutto, un forum attivo dove è possibile scambiare o acquistare pezzi vintage.
Questo sito contiene un monito per i collezionisti in erba: una volta che si inizia, può essere difficile smettere. Il fondatore di CollectingSnapOn ha cominciato nel 2003 con un set incompleto di strumenti appartenuto a suo padre negli anni ’60. Un giorno, mentre smaltiva il jet lag a Tokyo, ha creato il suo sito alle tre del mattino. Vent’anni dopo, la piattaforma è ancora in crescita, così come la sua collezione, che abbraccia ormai tre decenni. Per un sottile paradosso, gli attrezzi nati per riparare le auto nella massima indipendenza oggi rischiano di creare dipendenza.
La copertina di un catalogo di Snap-on, azienda di utensileria meccanica con sede a Kenosha, nel Wisconsin, punto di riferimento del settore, rinomata per la sua storia nella produzione di strumenti eccezionalmente durevoli e belli anche da vedere; un team di meccanici effettua un controllo
ALTRI CONTENUTI DALLA POLO GAZETTE
IL RITRATTO DELLA VELOCITÀ
I poster più belli della storia dei Gran Premi realizzano l’incredibile impresa di fermare un’auto da corsa in movimento. Nel corso dei decenni, pochi artisti lo hanno fatto meglio di questi e, anche se i prezzi delle loro opere sono in crescita, si tratta ancora di un mercato accessibile
di Paul L. Underwood



