L'orsetto più elegante del mondo

La vera storia dell’iconico Polo Bear

È un tipo pieno di contraddizioni.

Innocente ma sofisticato. Garbato, ma anche teneramente affettuoso. Un giocattolo amato dai bambini... che ogni tanto si concede un Martini. È stato avvistato in compagnia di celebrità internazionali, si è parlato di lui sui principali quotidiani, e ha persino svolto un ruolo fondamentale nel plasmare la copertina di uno storico disco hip-hop. Stiamo parlando, naturalmente, del Polo Bear, e quella che stiamo per raccontare è la sua storia.

La storia non inizia nel 1991, anno in cui il Polo Bear fece il suo debutto, bensì nel 1902, quando il presidente americano Theodore Roosevelt partecipò a una caccia all’orso nel Mississippi. Al termine dell’escursione, Roosevelt non era riuscito a catturare la sua preda, così un intraprendente compagno di caccia tentò di legare un orso a un albero per permettere al presidente di sparargli. Roosevelt declinò l’offerta, giudicando la situazione poco sportiva. Poco tempo dopo, il The Washington Post pubblicò una vignetta raffigurante il presidente che risparmiava la vita dell’orso, e questa vicenda ispirò i venditori di giocattoli a battezzare i loro orsetti imbottiti con il suo nome. Sapete chi era uno dei creatori di quegli orsetti imbottiti? Un gentiluomo tedesco di nome Richard Steiff: 116 anni dopo, Steiff è il produttore di orsetti “teddy bear” più famoso al mondo.



Jerry Lauren, fratello di Ralph Lauren e direttore creativo del design uomo, è un collezionista appassionato di orsetti Steiff (lui stesso ha dichiarato di possedere tra i 30 e i 40 orsetti, inclusi sei che tiene sul letto). Nel 1990, ispirandosi alla sua collezione, i colleghi di Jerry vestirono un orsetto Steiff a sua immagine – camicia Oxford blu, cravatta tartan, maglione a trecce – e glielo regalarono per il suo compleanno. Nella stessa occasione, a Ralph fu donato un orsetto di ispirazione western (alla vista dei due orsetti, come raccontato da Jerry, Ralph osservò: “Sapete una cosa? Anche io sono preppy”). Era ufficialmente nata una tradizione, e da allora, ogni anno, sia Ralph che Jerry ricevono un orsetto Steiff. Gli orsetti, ispirati allo stile personale di Ralph, indossano abiti spesso realizzati negli stessi stabilimenti dove sono prodotti i capi Ralph Lauren. “Sono sempre il suo regalo preferito”, afferma Jerry.

Come spesso accade nell’universo Ralph Lauren, ciò che affascinava Ralph nella vita privata finiva ancora una volta per influenzare lo stile dei suoi abiti: fu così che, nel 1991, il Polo Bear fece il suo esordio in due forme molto diverse. La prima era un vero e proprio orsetto (“Preppy Bear”), prodotto in collaborazione con Steiff, che divenne incredibilmente popolare fin dall’inizio. Gli orsetti, prodotti in un’edizione limitata di 200 esemplari, furono messi in vendita presso il flagship di Madison Avenue e andarono esauriti in un solo weekend. La seconda variante dell’orsetto era un’icona che, negli anni, avrebbe finito per apparire su una miriade di capi della maison: dalle magliette alle giacche in denim, fino alle camicie eleganti e alle cravatte.

Ovunque appaia, il Polo Bear fa strage di cuori, grazie al suo fascino eccentrico e sottilmente misterioso che fa da complemento al nostro iconico pony. Dopotutto, come afferma Jerry Lauren, “Come si può non amare un orsetto?”.



Come spesso accade nell’universo Ralph Lauren, ciò che affascinava Ralph nella vita privata finiva ancora una volta per influenzare lo stile dei suoi abiti—il Polo Bear fece.

L’anno successivo, un Polo Bear con indosso una maglia con bandiera americana fu lavorato a mano su una maglia Polo Ralph Lauren, disponibile in rosso o blu navy. Le maglie andarono rapidamente esaurite e ispirarono una gamma di altri prodotti con l’orsetto, che apparvero nello stesso anno. Furono presentati un dolcevita con un Martini Bear, maglioni festivi con orsetti sciatori realizzati a intarsi e una maglia a girocollo lavorata a intarsi con un orsetto golfista che indossava un gilet Fair Isle, ritenuto dai suoi designer l’orsetto più elaborato mai prodotto.

Negli anni successivi, il Polo Bear è apparso in una serie di campagne pubblicitarie negli Stati Uniti (si veda sopra), mentre Steiff ha prodotto 19 versioni – per lo più in edizione limitata – dell’orsetto “vestito con gli stessi abiti che indosso io”, come ha affermato Ralph nel 2001. “Gli stessi materiali, la stessa qualità artigianale, fino all’ultimo dettaglio” (non è un caso che, in una pubblicità, fu definito “l’orsetto più elegante del mondo”). Inoltre, furono realizzate alcune versioni femminili dell’orsetto, come il Safari Bear, che indossava un look della Collection presentato nella sfilata Primavera 1997, che aveva visto in passerella Naomi Campbell. L’abbigliamento Polo Bear divenne un fenomeno cult, che raggiunse l’apice quando Kanye West indossò una maglia Polo Bear rossa nel servizio fotografico per la copertina del suo album di esordio del 2004, College Dropout.

La collaborazione con Steiff terminò nel 2001 e la produzione delle maglie in edizione speciale cessò più o meno nello stesso periodo. Ma nelle ultime stagioni il Polo Bear ha fatto registrare il suo ritorno, comparendo un po’ ovunque: dagli US Open, che l’orsetto ha celebrato indossando la divisa ufficiale da raccattapalle, in una versione esclusiva personalizzabile con il proprio nome e stampata sulla nostra polo, fino alla versione sfoggiata da John Mayer. Lo scorso autunno, l’orsetto ha anche debuttato per Purple Label, comparendo sulla felpa Western Bear realizzata in Italia, a cui ha fatto seguito, questo autunno, un’apparizione su un maglione grigio, dove indossa una maglia da cricket e un montgomery.

È un ritorno a tutti gli effetti, che va a impreziosire una vasta gamma di nuovi articoli, dagli stivali in camoscio ai berretti in maglia, fino ai cuscini d’arredo e alle tutine. In più, sul sito RalphLauren.com, è possibile far ricamare il proprio orsetto preferito su maglie e camicie per tutta la famiglia, mentre presso il negozio Polo di Prince Street, a New York, è possibile personalizzare le nostre polo per uomo, donna e bambini con esclusive stampe dell’orsetto.

La storia continuerà nel 2019, quando il Collegiate Bear farà il suo debutto su una maglia Polo. Ha sconfitto la concorrenza di altri tre orsetti – nessuno dei quali era mai apparso su una maglia – nella prima votazione mai dedicata al Polo Bear, che si è svolta sulla nuova app Polo (che è possibile scaricare subito dall’App Store o da Google Play).

Ma la principale novità sul Polo Bear per queste festività è la collezione di orologi Polo Bear (sopra). Creata per celebrare il 50° anniversario di Ralph Lauren e realizzata in Svizzera in serie limitata, la collezione è composta da quattro modelli, ognuno impreziosito da una versione diversa del Polo Bear, ciascuna delle quali incarna un particolare aspetto dello stile Polo: Preppy Bear, Martini Bear, Flag Bear e Spectator Bear. Inoltre, per richiamare il primo articolo disegnato da Ralph Lauren – la cravatta – ogni orologio sarà dotato di un cinturino extra realizzato in seta per cravatte, che si aggiunge a un cinturino in vitello francese o in alligatore esotico.

Inutile dire che, per questo orsetto, non c’è tempo di andare in letargo.

Paul L. Underwood è il direttore esecutivo del reparto digitale Ralph Lauren. Vive a Brooklyn con sua moglie e sua figlia.
  • Tutte le fotografie per gentile concessione di Ralph Lauren Corporation